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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25985/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Torti impugna la conferma delle condanne per autoriciclaggio, distruzione di scritture contabili e emissione di fatture per operazioni inesistenti, contestando la ricostruzione della sua qualità di amministratore di fatto delle società coinvolte (assenza di elementi idonei a provare gestione continuativa e poteri decisionali) e la mancata concessione delle attenuanti generiche. Dessi' impugna la condanna per indebita compensazione (art. 10‑quater d.lgs. 74/2000) sostenendo l'assenza del dolo: contesta il travisamento delle prove sul meccanismo dell'accollo/cessione di crediti Iva inesistenti, la confusione tra filoni investigativi (Abilone vs Archimede), la validità degli accolli anteriori al 2017 e la presunta prova di buona fede (perizia) che dimostrerebbe l'esistenza del credito.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di entrambi i ricorrenti per motivi di genericità e doglianze reiterative che in realtà chiedevano nuovo giudizio di merito. Quanto a Torti, la Corte conferma la possibilità di ricavare la qualifica di amministratore di fatto anche in presenza di società 'cartiera' prive di struttura operativa, quando elementi indiziari complessivi (presenza negli uffici, documentazione sul PC e in abitazione, rapporti con altre società, atti di rappresentanza verso banche, utilizzazione di sedi, ruolo in società attraverso cui è stato riciclato denaro) dimostrano una funzione organizzativa e coordinatrice nel sistema fraudolento; perciò le censure difensive sono ritenute generiche e infondate. Quanto a Dessi', la Corte ritiene correttamente valorizzati gli elementi indiziari del dolo (opacità contabile, mancata produzione del contratto di accollo/di documentazione probatoria del pagamento, sproporzione tra volume d'affari e crediti utilizzati, precedente uso di crediti inesistenti), pertanto è manifestamente infondata la difesa di buona fede. Entrambi i ricorrenti sono condannati alle spese e al pagamento di una somma che la Corte liquida in euro 30.

Norme richiamate

  • d.lgs. 74/2000, art. 10

    norma relativa alla distruzione o occultamento di documenti contabili; la Corte ha ritenuto che la responsabilità possa emergere anche per soggetti che, pur non avendo formalmente cariche, svolgono ruolo organizzativo in società 'cartiera' attraverso elementi indiziari

  • d.lgs. 74/2000, art. 8

    riguarda l'emissione di fatture per operazioni inesistenti; la Corte ha confermato che la responsabilità può derivare dall'inserimento organico del soggetto nel progetto criminoso anche se la società è priva di struttura operativa

  • codice penale, art. 648‑ter.1

    norma sull'autoriciclaggio; la Corte ha ritenuto che l'integrazione del reato può essere desunta dalla partecipazione dell'agente al sistema criminoso e dai collegamenti con i proventi delle frodi

  • d.lgs. 74/2000, art. 2

    riguarda la dichiarazione fraudolenta mediante documenti per operazioni inesistenti; la Corte ha confermato che per società 'cartiera' la prova si desume dal ruolo nell'organizzazione fraudolenta

  • d.lgs. 74/2000, art. 10‑quater, comma 2

    art. 10‑quater comma 2 d.lgs. 74/2000

    disciplinante l'indebita compensazione; la Corte ha richiamato l'obbligo di verifica dell'esistenza e spettanza del credito e ha ritenuto che l'opacità documentale e l'assenza di documenti probatori possano fondare la prova del dolo

  • d.lgs. 241/1997, art. 17

    norma sull'accollo tributario (meccanismo giuridico dell'operazione); la Corte ha chiarito che l'accollo era lecita fino al 2017 ma è condizionata all'effettiva spettanza del credito, verifica della quale è responsabile chi lo utilizza in compensazione

  • codice penale, art. 62‑bis

    atto normativo sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha confermato che il semplice stato di incensuratezza o scelte difensive non sempre giustificano il riconoscimento delle attenuanti, che richiedono elementi positivi e valutazione motivata

Massime di principio

  • La qualifica di 'amministratore di fatto' può essere provata anche in assenza di titoli formali se emerge, per via indiziaria e complessiva, un ruolo organizzativo, continuativo e coordinatore all'interno di un sistema di società 'cartiera'.
  • In presenza di società prive di struttura operativa (società 'cartiera'), i criteri ordinari per provare l'amministrazione vanno adattati: rilevano elementi sintomatici di partecipazione organica al progetto criminoso (documenti sul PC, uso di sedi, contatti con banche, presentazione di business plan, coordinamento e riciclaggio tramite altre società).
  • Per l'autoriciclaggio è necessario collegare l'uso delle somme al reato presupposto; la partecipazione all'organizzazione che ha prodotto i proventi può suffragare tale collegamento.
  • Chi utilizza crediti in compensazione (o accolli) ha l'onere di verificare l'effettiva spettanza dei crediti: opacità contabile, mancata produzione di contratti o prove di pagamento e sproporzioni tra volumi d'affari e crediti possono far ritenere la consapevolezza del carattere fittizio del credito.
  • La prova del dolo, quando è intrapsichica, può essere desunta da condotte esteriori e dalla convergenza di indizi (ripetizione di comportamenti analoghi, modalità operative, omissione di verifiche) e non richiede l'ammissione esplicita di consapevolezza da parte dell'imputato.
  • Documenti di apparente buona fede (perizie, copie di atti) possono non essere idonei a escludere il dolo se nel complesso emergono elementi che rendono la ricostruzione della frode più coerente.
  • Le doglianze in Cassazione che limitano la critica a una diversa rivalutazione del merito o che sono generiche/reiterative sono inammissibili; la Corte richiede censure di diritto o vizii motivazionali specifici.
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche richiede elementi positivi concreti nella condotta dell'imputato: mera partecipazione processuale o stato di incensuratezza non sono automaticamente sufficienti.

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