Sentenza n. 2213/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'ottemperanza alla Sentenza n. 3593/2023 del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro nel giudizio RG n. 14204/2022, pubblicata in data 26/05/2023, e pedissequa ordinanza di correzione materiale n. cronol. 25695/2024 del 20/12/2024 RG n. 14204/2022 -1, notificati il 15/01/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente e condannato il Ministero al pagamento delle somme dovute
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti precari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, n. 3593/2023, come corretta dall’ordinanza del 20 dicembre 2024. La pronuncia del giudice ordinario aveva accertato il diritto dei docenti, per gli anni scolastici specificamente indicati per ciascuno, a usufruire della Carta elettronica del docente alle medesime condizioni dei docenti a tempo indeterminato, condannando inoltre il Ministero al pagamento delle spese di lite. L’ordinanza di correzione aveva precisato che la beneficiaria indicata erroneamente come Elena Pontillo doveva intendersi Laura Pontillo e aveva disposto la condanna del Ministero a erogare alle parti ricorrenti € 500,00 per ciascun anno riconosciuto, mediante buoni elettronici di spesa di corrispondente valore, oltre agli interessi legali dalle singole scadenze al saldo. I ricorrenti hanno dedotto l’inottemperanza dell’Amministrazione e chiesto l’ordine di esecuzione, nonché la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha verificato il passaggio in giudicato della sentenza azionata, attestato dalla certificazione di cancelleria, e l’inutile decorso del termine previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997. Ha quindi ordinato al Ministero di dare puntuale e integrale esecuzione al titolo giudiziale entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, se anteriore. Per l’eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il dirigente della DGOSV del Ministero, con facoltà di delega, attribuendogli ulteriori sessanta giorni per compiere tutti gli atti necessari, comprese eventuali modifiche di bilancio, su richiesta dei ricorrenti. Il compenso del commissario, determinato in € 500,00 comprensivi di ogni onere e spesa, è posto a carico del Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di € 700,00 per le spese del giudizio di ottemperanza, oltre accessori di legge e rifusione del contributo unificato se versato, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Ricorrendone i presupposti, consente al giudice amministrativo di ordinare l’esecuzione del giudicato e di adottare le misure necessarie, inclusa la nomina di un commissario ad acta.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il decorso del termine previsto per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie delle amministrazioni costituisce, nella fattispecie, un presupposto per l’esperibilità dell’azione di ottemperanza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando risultano il passaggio in giudicato del titolo giudiziale azionato e l’inutile decorso del termine previsto dalla legge per l’adempimento da parte dell’amministrazione.
- In presenza di inottemperanza, il giudice amministrativo può ordinare all’amministrazione di dare esecuzione puntuale e integrale al titolo entro un termine determinato e può nominare sin d’ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta può essere incaricato di compiere tutti gli atti necessari all’esecuzione del giudicato, comprese le eventuali modifiche di bilancio, con spese e compenso posti a carico dell’amministrazione inadempiente.
- Le spese del giudizio di ottemperanza seguono la soccombenza e sono poste a carico dell’amministrazione rimasta inadempiente.
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