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Sentenza

Sentenza del 11/02/2020 n. 3264 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnativa del silenzio-rifiuto relativo alla richiesta di rimborso del 50% delle ritenute IRPEF operate dal sostituto d'imposta (Banco di Sicilia) in occasione dell'esodo volontario del contribuente e sulle somme liquidate a titolo di TFR (anno 2003). L'Agenzia ha censurato la decisione di merito per (1) presunta carenza di motivazione, (2) mancata considerazione che il contribuente non ha specificato il quantum delle somme corrisposte a titolo di incentivo all'esodo e la coincidenza con erogazioni in forma di assegno straordinario rateale, e (3) errata ripartizione dell'onere della prova da parte della CTR, essendo onere del contribuente dimostrare che le somme avevano natura di incentivo esentabile/agevolata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (carenza di motivazione) ritenendo la sentenza della CTR sufficientemente motivata, ma ha accolto il secondo e il terzo motivo. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla CTR della Sicilia in diversa composizione perché riesamini la documentazione probatoria e verifichi distintamente e quantifichi le somme corrisposte a titolo di incentivo all'esodo (eventualmente soggette all'aliquota agevolata ridotta) e quelle corrisposte a titolo di TFR (tassazione separata integrale). Ha disposto altresì che il giudice di rinvio decida sulle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36

    Richiamato in relazione ai profili processuali del giudizio tributario e alla presunta violazione per carenza di motivazione; la Corte ha ritenuto però sufficiente la motivazione della CTR.

  • Codice di Procedura Civile, art. 132, comma 2, n. 4

    La norma sulla motivazione delle sentenze è stata valutata: la Corte ha ritenuto che la motivazione della CTR fosse adeguata, dunque non sussisteva il vizio denunciato.

  • Codice di Procedura Civile, art. 112

    Richiamato nei profili processuali connessi alla motivazione e alle regole di giudizio; utilizzato dalla ricorrente per censurare la sentenza di merito.

  • Codice di Procedura Civile, art. 360, comma 1 (motivi di cassazione)

    Base normativa per i motivi di ricorso in cassazione: la Corte ha ritenuto fondati i motivi che censuravano la mancata verifica e quantificazione delle somme e l'errato riparto dell'onere probatorio.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 16, comma 1, lett. a)

    Richiamato per l'inquadramento fiscale del TFR e delle 'altre indennità e somme' percepite alla cessazione del rapporto di lavoro, soggette a tassazione separata.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 17 (ora art. 19), comma 4-bis

    Norma agevolativa che prevede aliquota dimezzata per i contributi d'incentivo all'esodo; interpretata dalla giurisprudenza e dalla Corte come applicabile anche agli incentivi individuali, non solo ai piani collettivi.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, comma 2

    Richiamato nel quadro normativo fiscale collegato alla determinazione del reddito e delle modalità di tassazione delle somme erogate.

  • Legge n. 449 del 1997, art. 59, comma 3

    Richiamata nella catena normativa che ha introdotto/rimodulato disposizioni agevolative per gli incentivi all'esodo; utilizzata nella valutazione dell'ambito applicativo dell'agevolazione.

  • D.M. n. 158 del 28 aprile 2000, art. 5, comma 1, lett. b)

    Norma citata con riferimento alle modalità di corresponsione dell'assegno straordinario per il sostegno al reddito (rateale vs unica soluzione), aspetto rilevante per la dedotta natura delle somme percepite.

  • Codice di Procedura Civile, artt. 115 e 116

    Richiamati in relazione alle regole sull'onere della prova e alla valutazione della prova: la Corte ha ricordato che il giudice di merito deve controllare la sufficienza della documentazione probatoria prodotta dal contribuente.

  • Codice Civile, art. 2697

    Principio del riparto dell'onere della prova: è onere di chi deduce un fatto costitutivo (qui il contribuente che chiede il rimborso) fornire la prova dei fatti che fondano la sua pretesa.

Massime di principio

  • È onere del contribuente che chiede il rimborso dimostrare, con documentazione idonea, che le somme ricevute hanno natura di incentivo all'esodo e non costituiscono TFR o normale reddito di lavoro: senza tale prova il rimborso non può essere riconosciuto.
  • Il giudice di merito deve valutare espressamente la sufficienza degli elementi probatori prodotti e, se concede il rimborso, deve distinguere e quantificare le componenti: quella relativa all'incentivo soggetta all'aliquota agevolata (50%) e quella relativa al TFR soggetta a tassazione separata integrale.
  • La normativa agevolativa (art. 17/19, comma 4-bis del TUIR) può applicarsi anche ad incentivi individuali e non richiede necessariamente un piano collettivo generalizzato; tuttavia l'applicabilità richiede provata natura dell'erogazione come incentivo all'esodo.
  • La forma di corresponsione (es. assegno straordinario rateale o unica soluzione) e la provenienza delle somme (datore di lavoro vs Fondo/INPS) sono elementi fattuali rilevanti che devono essere documentalmente provati e valutati dal giudice.
  • Se il giudice di merito omette di compiere verifiche rilevanti sulla prova o non quantifica distintamente le poste, la decisione può essere cassata e il giudice rinviato per un nuovo esame; in sede di rinvio il giudice dovrà esplicitare la valutazione probatoria e decidere sulle spese.

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