Sentenza del 18/04/2023 n. 10414 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società impugnava l'accertamento comunale relativo al pagamento della TARI per il 2016, chiedendo l'esonero/agevolazione prevista dalla L. 31/12/2013 n.147 (comma 641 e ss.) per i locali adibiti a stoccaggio, deducendo che i rifiuti erano avviati a recupero o che le aree non producevano rifiuti o erano inutilizzabili.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di prova della perfezione della notifica del ricorso per posta: la ricorrente non ha prodotto l'avviso di ricevimento (AR) entro l'udienza e non ha giustificato l'omessa produzione né chiesto tempestivamente la rimessione in termini con richiesta di duplicato AR. Perciò la Corte non è entrata nel merito della questione TARI. È stato altresì rilevato l'obbligo di versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per la proposizione del ricorso.
Norme richiamate
L. 31 dicembre 2013, n. 147, art. 1, commi 641, 656, 657
Prevede l'agevolazione/esenzione TARI per i soggetti che non producono rifiuti o che avviano i rifiuti a recupero; la prova dell'agevolazione richiede documentazione (attestazione dell'operatore che ha svolto il recupero) o dimostrazione dell'inutilizzabilità/oggettiva impossibilità di produzione di rifiuti.
D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 14
Norme collegabili alla materia tributaria/tariffe e criteri applicativi; citato come riferimento normativo sul tema tariffario.
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 59
Riguarda disciplina delle tariffe e tributi locali (inquadramento normativo della tassa sui rifiuti).
D.Lgs. 6 aprile 2006, n. 152
Normativa ambientale richiamata in relazione alla gestione e al recupero dei rifiuti; utile per la qualificazione degli adempimenti di recupero.
L. 21 gennaio 1994, n. 53, art. 7
Disciplina la possibilità di notifica tramite servizio postale; richiede prova dell'avvenuta consegna tramite avviso di ricevimento.
Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5
Motivi di ricorso per cassazione invocati (violazione di legge e falsa applicazione); tuttavia il giudizio non è stato svolto per inammissibilità procedurale.
Codice di procedura civile, art. 149 c.p.c.
Stabilisce l'obbligo e la funzione dell'avviso di ricevimento quale prova della consegna della notifica postale.
Codice di procedura civile, art. 291 c.p.c.
Norma sulle forme di rinnovazione della notificazione; la Corte richiama che, in caso di notifica per posta del ricorso in cassazione, la mancata produzione dell'AR determina l'inesistenza della notificazione e non è sanabile con rinnovazione ex art. 291.
Costituzione, art. 111
Principio della ragionevole durata del processo richiamato per motivare l'impossibilità di rinviare l'udienza per consentire la produzione tardiva dell'AR.
L. n. 890 del 1982, art. 6, comma 1
Prevede la possibilità di richiedere un duplicato dell'avviso di ricevimento; la Corte segnala che il ricorrente può ottenere la rimessione in termini solo se dimostra di essersi tempestivamente attivato per ottenere tale duplicato.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1‑quater
Prevede l'integrazione del contributo unificato; la Corte dà atto che sussistono i presupposti per il versamento di un ulteriore importo da parte della ricorrente.
Codice di procedura civile, art. 378 c.p.c.
Norma richiamata rispetto al deposito di memorie; la ricorrente ha depositato una memoria ex art. 378, ma ciò non elimina il vizio procedurale relativo alla notificazione.
Massime di principio
- Se la notifica del ricorso per cassazione è effettuata tramite servizio postale, il ricorrente deve produrre l'avviso di ricevimento (AR) entro l'udienza di discussione: la mancata produzione comporta l'inesistenza della notifica e l'inammissibilità del ricorso.
- Non è consentito il rinvio dell'udienza per consentire il deposito tardivo dell'AR per ragioni connesse al rispetto della ragionevole durata del processo; l'unica possibilità è chiedere la rimessione in termini dimostrando di essersi tempestivamente attivati per ottenere il duplicato AR ai sensi della L. 890/1982.
- In controversie fiscali su agevolazioni TARI ai sensi della L. 147/2013, il ricorrente deve documentare espressamente il requisito invocato (es. attestazione dell'operatore che ha avviato i rifiuti a recupero o prova dell'inutilizzabilità/oggettiva impossibilità di produzione di rifiuti).
- Quando v'è un vizio procedurale gravemente determinante (come la mancanza dell'AR), il giudice di legittimità può non entrare nel merito e dichiarare il ricorso inammissibile; pertanto è fondamentale curare la documentazione processuale formale prima di impugnare in Cassazione.
- Se si smarrisce l'AR occorre attivarsi immediatamente per ottenere il duplicato presso l'ufficio postale e documentare tale tempestiva attivazione per poter chiedere la rimessione in termini; senza ciò la produzione tardiva non sarà in genere accolta.
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