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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17369/2024 del 26/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di consegna al Regno Unito emessa in esecuzione di un mandato di arresto europeo per reati connessi a favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e riciclaggio/trasferimento di beni di provenienza criminale. Ha proposto due motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per mancata verifica delle condizioni carcerarie nello Stato richiedente e omissione di acquisizione di informazioni integrative, richiamando un report CPT 2022 come prova del rischio di trattamenti inumani o degradanti; (2) nullità per omissione di traduzione degli atti in lingua araba, sostenendo di conoscere solo l'arabo.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha rilevato che il ricorrente aveva fatto riferimento in modo errato e generico a condizioni carcerarie in Romania mentre lo Stato richiedente era il Regno Unito, e il richiamo al report del CPT 2022 era aspecifico e non dimostrava che le criticità si riferissero effettivamente al Regno Unito; pertanto il motivo non era idoneo. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto assente la prova che il ricorrente non conoscesse l'italiano e che tale circostanza fosse nota all'autorità procedente; l'asserita nullità per omessa traduzione risultava manifestamente infondata. Conseguentemente il ricorso è stato respinto, il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 500 alla Cassa delle ammende, e disposti gli adempimenti ai sensi dell'art. 22, comma 5, L. n. 69/2005.

Norme richiamate

  • L. n. 69/2005

    art. 22, comma 5, L. n. 69/2005

    Riferimento formale agli adempimenti di cancelleria previsti dalla legge nell'ambito dell'esecuzione di provvedimenti connessi al mandato di arresto europeo; qui la norma è richiamata per la trasmissione degli atti alla cancelleria per gli adempimenti consequenziali.

  • Quadro giuridico del mandato di arresto europeo e principi di tutela contro trattamenti inumani o degradanti

    Dalla motivazione emerge che, nel valutare il rischio di trattamenti inumani o degradanti nello Stato richiedente, l'autorità deve basarsi su elementi specifici e pertinenti relativi proprio a quello Stato; riferimenti generici o a Stati diversi non sono sufficienti. Analogamente, il diritto alla traduzione degli atti è rilevante solo se risulta che l'interessato non conosce la lingua del procedimento e tale condizione era nota all'autorità procedente.

Massime di principio

  • Le allegazioni di rischio di trattamenti inumani o degradanti devono essere supportate da prove specifiche riferite espressamente allo Stato richiedente; riferimenti generici o relativi ad altri Paesi sono insufficienti.
  • La mera citazione di report internazionali (es. CPT) non è sufficiente: bisogna indicare quali passaggi del report riguardano il Paese destinatario della consegna e in che modo incidono sul rischio concreto per il singolo.
  • La richiesta di traduzione degli atti richiede dimostrazione che l'interessato non conosce la lingua del procedimento e che tale situazione era nota o segnalata all'autorità che ha emesso il provvedimento; senza elementi specifici la dedotta nullità per omessa traduzione sarà probabilmente rigettata.
  • Motivi di ricorso vaghi, contraddittori o frutto di erronea collazione degli atti (es. indicazione di uno Stato diverso da quello richiedente) espongono il ricorso a declaratoria di inammissibilità.
  • Per contestare efficacemente un provvedimento di consegna o estradizione è consigliabile produrre documentazione puntuale e contestualizzata (rapporti, dati carcerari, attestazioni personali, certificazioni linguistiche) e dimostrare che tali elementi erano o potevano essere portati a conoscenza dell'autorità procedente.

Testo integrale

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