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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3118/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che confermava il decreto di sequestro preventivo. Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 321 c.p.p.) per presunta totale assenza o contraddittorietà della motivazione circa il periculum in mora: secondo il ricorrente la motivazione sarebbe apparente in quanto, da un lato, si prospettava un intento distrattivo e, dall'altro, si descriveva l'indagato come sicuro detentore di beni e attività commerciali. Inoltre si lamentava che in materia di cautela reale in Cassazione sia proponibile solo il vizio di diritto e che il ricorso non avrebbe dedotto adeguatamente tale violazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Roma avesse adeguatamente motivato la sussistenza sia del fumus commissi delicti sia del periculum in mora, richiamando fatti concreti quali l'accumulo di debiti con l'Erario, l'impegno a disperdere le garanzie patrimoniali mediante frequenti operazioni in contanti, ricorso a prestanome, cessioni di azienda, intestazioni fittizie a persone prive di capacità patrimoniale, mancati versamenti al fisco e movimentazioni di ingenti somme finalizzate a occultamento. Per l'inammissibilità del ricorso, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3000,00 in favore della Cassa delle ammende. Sentenza a motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • D.L. n.137/2020, art. 23 comma 8

    Consente lo svolgimento del procedimento con contraddittorio scritto; la Corte ha proceduto considerando le conclusioni scritte depositate dal Pubblico Ministero.

  • art. 321 c.p.p.

    Norma sulla motivazione degli atti decisori. Il ricorrente ha invocato la violazione di questa disposizione lamentando carenza di motivazione sul periculum in mora; la Corte ha ritenuto invece la motivazione del Tribunale adeguata e circostanziata.

  • art. 616 c.p.p.

    Stabilisce le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e a versare una somma equitativa alla Cassa delle ammende (qui determinata in €3000,00).

  • Principio di ammissibilità in Cassazione in materia di cautela reale

    In materia di misure cautelari reali la Cassazione è tradizionalmente limitata a censurare vizi di diritto; doglianze meramente critiche sulla valutazione dei fatti o sulla persuasività della motivazione sono, in genere, inammissibili se non articolate come violazioni di legge.

Massime di principio

  • In ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è essenziale predicare una specifica e concreta violazione di legge; critiche generiche alla motivazione sono spesso ritenute inammissibili.
  • La valutazione del periculum in mora può fondarsi su elementi fattuali concreti (es. accumulo di debiti fiscali, operazioni in contanti, utilizzo di prestanome, cessioni e intestazioni fittizie, mancati versamenti) che dimostrino il rischio di vanificazione della misura e della successiva confisca.
  • Al difensore conviene articolare in modo puntuale e circostanziato dove la motivazione violi una norma di diritto (art. 321 c.p.p. o altre disposizioni) anziché limitarsi a contestare la persuasività delle valutazioni di merito.
  • Quando il giudice descrive comportamenti diretti a disperdere le garanzie patrimoniali (movimentazioni sospette, intestazioni fittizie, uso di prestanome), tali concreti indizi possono giustificare il mantenimento del sequestro preventivo.
  • La mancata deduzione di un vizio di diritto specifico espone il ricorrente al rischio di inammissibilità e alle sanzioni previste dall'art. 616 c.p.p., incluse spese e pagamento alla Cassa delle ammende.
  • Le decisioni a motivazione ben articolata sul punto del periculum sono difficili da impugnare in Cassazione se non viene mostrata una palese carenza logico-giuridica o violazione normativa.

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