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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35947/2025 del 04/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che applicava la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Il ricorrente ha contestato la sussistenza dell'attualità e concretezza del pericolo di reiterazione, sostenendo che le condotte fossero frutto di uno stato di alterazione emotiva legato all'arresto del genero e che l'unico precedente specifico risalente al 2020 fosse temporalmente distante e quindi irrilevante.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità delle censure e mancanza di specifiche deduzioni atte a dimostrare vizi di manifesta illogicità o contraddittorietà dell'ordinanza. Il Tribunale ha ritenuto adeguata la valutazione delle modalità della condotta (resistenza protrattasi per un intervallo apprezzabile e con progressivo incremento di gravità) e ha considerato rilevante, nonostante la distanza temporale, il precedente del 2020 ai fini del giudizio sul pericolo di reiterazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende; il provvedimento è stato inviato alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 28 reg. esec. cod. pr.

Norme richiamate

  • art. 28 reg. esec. cod. pr

    art. 28 reg. esec. cod. pr

    Riferimento formale all'adempimento a cura della cancelleria per l'esecuzione del provvedimento; il testo non sviluppa un'interpretazione sostanziale della norma

Massime di principio

  • Per impugnare efficacemente una misura cautelare occorre proporre censure specifiche e circostanziate che evidenzino vizi di motivazione o illogicità dell'ordinanza impugnata
  • La mera affermazione di uno "stato di alterazione emotiva" non esclude automaticamente il pericolo di reiterazione; serve dimostrare l'eccezionalità e l'irrepetibilità della condotta con elementi concreti
  • Un precedente anche non recentissimo può comunque essere ritenuto rilevante dal giudice se congruamente collegato alla natura e alle modalità della condotta contestata
  • Il giudice dà rilievo a elementi fattuali come durata, progressione e gravità della condotta nel valutare la necessità di misure cautelari, anche di natura meno afflittiva
  • Nella fase di ricorso è utile proporre misure alternative concrete, acquisire prove specifiche (perizia, certificazioni, testimonianze) e, se possibile, richiedere l'udienza orale per contestare puntualmente la valutazione fattuale del giudice di merito

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