Sentenza n. 516/2026 - Genova, Sezione 1
per l’annullamento - del decreto ministeriale n. 15/2022 inerente il giudizio positivo di compatibilità ambientale relativo al progetto “Nuovo permesso di ricerca mineraria “Monte Bianco” per rame, piombo, manganese, zinco, argento, oro, cobalto, nickel e minerari associati” e relativi allegati, - nonché di ogni atto presupposto, preordinato, connesso o consequenziale e, in particolare, nelle parti di interesse: -- del parere positivo della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA e VAS - del Ministero della transizione ecologica n. 194 del 14 dicembre 2021; -- del parere positivo del Ministero della cultura espresso con nota DG-ABAP prot. 13532 del 23 aprile 2021, assunto con prot. 43069/MATTM del 26 aprile 2021; -- della nota di trasmissione della Direzione Generale, crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo, Divisione V, sistemi di valutazione ambientale del Ministero della transizione ecologica del 19 gennaio 2022; - ove possa occorrere del parere positivo della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS n. 182 del 19 novembre 2021;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, rilevando che la decisione della società proponente di non realizzare il progetto e la conseguente dichiarazione dei Comuni di non avere più interesse hanno fatto venir meno l’interesse concreto e attuale alla decisione di annullamento. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della definizione in rito e delle peculiarità del caso concreto.
Atto impugnato: Decreto ministeriale recante giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto di nuovo permesso di ricerca mineraria "Monte Bianco", unitamente agli atti presupposti e connessi
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni e proponente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I Comuni di Sestri Levante, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Maissana e Ne hanno impugnato il decreto del Ministero della transizione ecologica che aveva espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto minerario denominato "Monte Bianco", nonché i pareri positivi della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS e del Ministero della cultura e gli ulteriori atti connessi. Dal testo non emerge l’esposizione analitica dei singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio la società proponente ha dichiarato di avere deciso di non procedere alla realizzazione del progetto e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse. I Comuni ricorrenti hanno preso atto di tale dichiarazione e hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; il testo non ne espone una specifica interpretazione.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di annullamento, sopravviene una circostanza che elimina l’interesse concreto e attuale del ricorrente alla decisione e il ricorrente dichiara di non avere più interesse, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse.
- La decisione del soggetto privato proponente di non realizzare il progetto oggetto degli atti impugnati può determinare il venir meno dell’interesse alla decisione sul ricorso, se il ricorrente riconosce espressamente di non avere più interesse alla definizione della controversia.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando il giudizio si conclude in rito per sopravvenuta carenza d’interesse e le peculiarità concrete della vicenda rendono non giustificata l’integrale imputazione delle spese a una parte.
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