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Sentenza

Sentenza n. 1792/2026 - Salerno, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600278

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, Sezione Lavoro, n. 1176/2025, che riconosceva alla ricorrente i voucher

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (beneficiaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza alla sentenza n. 1176/2025 del Tribunale di Nocera Inferiore, Sezione Lavoro, pubblicata il 3 ottobre 2025, deducendone la notificazione all’amministrazione, il passaggio in giudicato, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni e la persistente mancata esecuzione. Ha chiesto l’adempimento e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accertato che la sentenza azionata era stata correttamente notificata, era passata in giudicato ed era decorso il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. 669/1996. Ha tuttavia rilevato che, nelle more del giudizio, l’amministrazione aveva accreditato i voucher e che la pretesa era stata integralmente soddisfatta; ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, senza necessità di disporre l’ottemperanza o nominare un commissario ad acta. Le spese sono state compensate per il 50% e, per la restante metà, poste a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale: liquidati € 400,00 per compensi, oltre accessori di legge, rimborso forfettario del 15% e rifusione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Con l’odierno ricorso, notificato in data e depositato 11.2.2026, la ricorrente ha agito ex art. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’ottemperanza dell’amministrazione intimata alla sentenza indicata in epigrafe.

    Il giudizio di ottemperanza è stato lo strumento invocato per ottenere l’esecuzione della sentenza passata in giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    Visto l’art. 114 cod. proc. amm.;

    La disposizione è richiamata quale riferimento processuale per la decisione del giudizio di ottemperanza; il testo non ne espone una specifica interpretazione.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996

    dall’esame degli atti del giudizio emerge che la sentenza azionata è stata correttamente notificata all’Amministrazione, è passata in giudicato ed è decorso il termine dilatorio di centoventi giorni di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30 e, contestualmente, che la pretesa azionata è stata soddisfatta dall’Amministrazione nelle more del giudizio.

    Il TAR ha verificato il decorso del termine dilatorio di 120 giorni prima di considerare azionabile l’ottemperanza, ma ha dichiarato cessata la materia del contendere perché il credito era stato comunque integralmente soddisfatto nelle more.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa riconosciuta dal giudicato durante il processo, viene meno l’interesse sostanziale alla prosecuzione e va dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • La verifica dell’ottemperanza di una sentenza nei confronti dell’amministrazione richiede, tra l’altro, che la decisione sia passata in giudicato e che sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. 669/1996.
  • In caso di cessazione della materia del contendere conseguente all’adempimento sopravvenuto, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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