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Sentenza

Sentenza n. 3018/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202600163

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva accolto il ricorso contro il provvedimento del Consiglio Superiore della Magistratura relativo alla copertura di tre posti di consigliere della Corte d’Appello di Roma mediante trasferimento a domanda

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (magistrata ricorrente)

La controversia

Le amministrazioni hanno proposto appello contro la sentenza semplificata del TAR Lazio che aveva accolto il ricorso della magistrata, originariamente diretto all’annullamento del provvedimento del Consiglio Superiore della Magistratura del 18 giugno 2025 relativo alla copertura di tre posti di consigliere della Corte d’Appello di Roma mediante trasferimento a domanda. Nel corso del giudizio d’appello, la magistrata ha dichiarato di avere perso l’interesse alla decisione, poiché, dopo la proposizione del ricorso e la pubblicazione della sentenza di primo grado, è risultata vincitrice di un’altra procedura per la copertura di posti presso il Tribunale Civile di Roma e ha preso servizio in tale sede. Per effetto di questa sopravvenienza, non ha più interesse all’assegnazione presso la Corte d’Appello di Roma. Ha chiesto la compensazione delle spese; le amministrazioni non si sono opposte.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza impugnata dichiarando improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, il ricorso originario e, di conseguenza, l’appello. La sopravvenuta assegnazione della magistrata presso il Tribunale Civile di Roma ha fatto venir meno l’interesse concreto e attuale all’assegnazione presso la Corte d’Appello di Roma, determinando l’improcedibilità della domanda originaria e dell’appello. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate, in considerazione delle ragioni della decisione e della mancata opposizione delle amministrazioni.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni applicabili al giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni applicabili alla decisione.

Massime di principio

  • La sopravvenienza di una situazione di fatto che elimini l’utilità concreta e attuale perseguita con il ricorso determina l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse della domanda originaria.
  • Quando il ricorso di primo grado diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, la medesima carenza si riflette sull’appello proposto contro la sentenza di primo grado, che deve essere dichiarato improcedibile e la sentenza riformata nella parte necessaria.
  • La compensazione delle spese del doppio grado può essere disposta quando la decisione di improcedibilità dipende da una sopravvenienza e vi è accordo, o mancata opposizione, delle parti sulla compensazione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppelloSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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