Sentenza n. 325/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 4985/2024 emessa in data 31 dicembre 2024 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto a euro 500 per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, oltre al rimborso delle spese legali
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti precari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano, che aveva riconosciuto il loro diritto al beneficio economico di euro 500 per ciascun anno scolastico di servizio a tempo determinato e aveva condannato il Ministero all’assegnazione della carta elettronica prevista dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, nonché al rimborso delle spese legali. La domanda è stata proposta poiché il Ministero non aveva spontaneamente eseguito la pronuncia. In particolare, i ricorrenti hanno dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione rispetto a un titolo giudiziale passato in giudicato e notificato al Ministero.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ritenendo non contestato l’inadempimento del Ministero. Ha verificato che la sentenza del Tribunale di Milano era passata in giudicato, come risultava dall’attestazione di cancelleria, ed era stata notificata al Ministero; ha quindi ritenuto soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza, compresa la parte relativa alle spese legali, entro novanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inerzia, il TAR ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attribuendogli un termine di centoventi giorni dall’investitura mediante istanza del creditore. Il commissario dovrà determinare l’importo complessivamente dovuto e adottare gli atti necessari all’esecuzione, senza compenso. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.000, oltre spese generali e accessori se dovuti, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, legge n. 107 del 2015
La disposizione individua la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, quale beneficio economico riconosciuto dal giudicato posto in esecuzione.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Consente il giudizio di ottemperanza per conseguire l’esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997
La norma è richiamata quale ulteriore condizione applicabile all’esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l’amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e notificata, contenente un obbligo specifico di facere o di pagamento a carico dell’amministrazione.
- In presenza di un giudicato ineseguito, il giudice amministrativo può ordinare all’amministrazione di dare piena esecuzione alla pronuncia entro un termine determinato, includendo tutte le statuizioni del titolo, comprese quelle relative alle spese legali.
- Il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su istanza del creditore dopo la scadenza infruttuosa del termine assegnato all’amministrazione.
- Quando l’attività affidata al commissario ad acta rientra nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto uno specifico compenso per l’incarico.
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