Sentenza n. 7875/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del DM del Ministero dell’Interno del 13/10/2020, notificato al ricorrente in data 20/11/ 2020, con il quale veniva respinta la domanda di cittadinanza italiana K10/-OMISSIS-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della domanda di cittadinanza italiana per carenza del requisito reddituale
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno che aveva respinto la domanda di cittadinanza italiana per insufficienza del reddito. L'Amministrazione aveva determinato la soglia reddituale applicabile facendo riferimento a un nucleo familiare composto da due persone, includendo la moglie del richiedente. Il ricorrente ha dedotto, in particolare, il difetto di istruttoria, sostenendo che il nucleo familiare rilevante era composto esclusivamente da lui e che, pertanto, era stata applicata una soglia di reddito erronea. La documentazione prodotta in giudizio ha confermato tale circostanza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ritenendo fondato, con carattere assorbente, il motivo relativo al difetto di istruttoria. La soglia reddituale deve essere individuata considerando i familiari effettivamente a carico del richiedente, in quanto l'incremento del parametro minimo presuppone un concreto e attuale onere economico aggiuntivo derivante dal mantenimento di familiari conviventi in Italia o fiscalmente a carico. Poiché dagli atti risultava che il nucleo familiare era composto unicamente dal ricorrente, l'Amministrazione aveva erroneamente utilizzato il parametro previsto per un nucleo di due persone. Il provvedimento di diniego è stato quindi annullato, facendo salvi gli ulteriori provvedimenti. In sede di riedizione del potere, l'Amministrazione dovrà rivalutare la domanda verificando la capacità reddituale sulla base dell'effettiva consistenza del nucleo familiare. Le spese di lite sono state compensate in ragione del recente mutamento di orientamento in materia.
Norme richiamate
art. 74 c.p.a.
Richiamato nell'epigrafe quale base processuale del giudizio; il testo non esplicita una specifica interpretazione della disposizione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel procedimento di concessione della cittadinanza per naturalizzazione, la verifica del requisito reddituale deve essere svolta considerando l'effettiva consistenza del nucleo familiare e, in particolare, i familiari concretamente a carico del richiedente.
- L'incremento della soglia reddituale collegato alla presenza di familiari presuppone l'accertamento di un concreto e attuale onere economico aggiuntivo derivante dal mantenimento di familiari conviventi in Italia o fiscalmente a carico.
- È viziato per difetto di istruttoria il diniego di cittadinanza fondato su una soglia reddituale riferita a un nucleo familiare più ampio di quello effettivamente esistente o rilevante, senza adeguata verifica della situazione familiare del richiedente.
- L'annullamento del diniego per erronea valutazione del requisito reddituale non comporta il riconoscimento automatico della cittadinanza, ma impone all'Amministrazione di rivalutare la domanda alla luce dell'effettiva consistenza del nucleo familiare e degli ulteriori presupposti applicabili.
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