Cassazione Penale, Sentenza n. 26054/2022 del 07/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo per 4.743.833,98 euro contestato a Zhu per plurimi episodi di frode fiscale (art. 11 e art. 13-bis d.lgs. n. 74/2000). La difesa sosteneva che la Zhu fosse solo un'interprete/mediatrice culturale nello studio Schiavone-Venezia e non una professionista, quindi non poteva sussistere il ruolo attivo e l'aggravante per esercizio di consulenza fiscale; chiedeva inoltre il dissequestro parziale dei monili nella cassetta di sicurezza intestati al figlio (regalie). Denunciata violazione dell'art. 325 c.p.p. e carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato e ha confermato l'assenza di vizi di illegittimità nell'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza del fumus commissi delicti sulla base delle intercettazioni, da cui emergeva che la Zhu non si limitava a svolgere mansioni di interprete ma agiva come socio occulto e forniva assistenza/consulenza ai clienti. Sulla contestata aggravante di cui all'art. 13-bis comma 3 d.lgs. 74/2000 la Corte ha confermato che la nozione di "professionista" deve intendersi in senso sostanziale, includendo chi svolge attività di consulenza fiscale anche senza iscrizione formale in albo, mentre l'accertamento del modello evasivo resta questione di merito. La richiesta subordinata di dissequestro dei monili è stata dichiarata inammissibile per mancanza di legittimazione della ricorrente a vantare un interesse su beni appartenenti a terzi. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 11 d.lgs. n. 74/2000
Norma sostanziale contestata per la fattispecie di frode fiscale; la Corte ha ritenuto non contestabile in questa sede la configurabilità dell'elemento oggettivo del reato e ha rinviato gli approfondimenti probatori alla fase di merito.
art. 13-bis comma 3 d.lgs. n. 74/2000
L'aggravante per aver agito nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale può applicarsi anche a soggetti non formalmente iscritti a un albo se svolgono in concreto attività di consulenza fiscale; l'accertamento del modello evasivo resta una verifica di fatto demandata al merito.
art. 325 cod. proc. pen.
Limiti del ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro: ammesso solo per violazione di legge o vizi della motivazione così radicali da renderla del tutto mancante o inadeguata.
lett. e) art. 606 cod. proc. pen.
Riferimento normativo che distingue i profili di illogicità manifesta della motivazione, che non sono rimediabili con il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro ma con il motivo specifico previsto da questa disposizione.
art. 616 cod. proc. pen.
Disposizione richiamata per l'imposizione delle spese processuali alla parte soccombente; la Corte ha condannato la ricorrente alle spese.
decreto-legge n. 137/2020 art. 23 comma 8
Richiamato in relazione alle conclusioni rese dal Pubblico Ministero; menzione procedurale delle conclusioni del PM nella fase di impugnazione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro ai sensi dell'art. 325 c.p.p. è ammissibile solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali; contestazioni di merito o di logica della motivazione vanno tipicamente trattate nelle fasi successive.
- La qualifica di "professionista" ai fini dell'aggravante per reati fiscali va intesa sostanzialmente: chi svolge in concreto attività di consulenza fiscale può essere considerato alla stregua di un professionista anche senza iscrizione formale in un albo.
- Intercettazioni e conversazioni possono dimostrare che un soggetto svolge attività operative e di consulenza, oltre il ruolo di interprete, e sono elementi rilevanti per il fumus commissi delicti nella valutazione cautelare.
- Le censure che impugnano la sussistenza di prove o il contributo causale dell'imputato ai fatti illeciti sono, in gran parte, questioni di merito/probatorie non risolvibili con il ricorso per cassazione contro misure cautelari.
- Le richieste di restituzione o dissequestro di beni che appartengono a terzi sono suscettibili di inammissibilità per mancanza di legittimazione del richiedente; va provata la titolarità o un interesse giuridicamente rilevante.
- Per impugnare efficacemente una ordinanza cautelare in Cassazione è necessario dedurre vizi di diritto specifici o dimostrare l'assenza completa di una motivazione comprensibile; contestazioni generiche o richieste di rivalutazione fattuale raramente hanno successo.
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