Cassazione Penale, Sentenza n. 50043/2023 del 15/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato l'appello di dissequestro di monili e orologi sequestrati in casa del padre, censurando la presunta carenza assoluta di motivazione in relazione alla distribuzione dell'onere della prova e alla violazione dell'art. 321 comma 3 c.p.p. Sosteneva che il Tribunale aveva impropriamente ribaltato l'onere probatorio sul terzo, non avendo valutato adeguatamente le dichiarazioni testimoniali (in particolare di Fabrizio Trequattrini e, in parte, della sig.ra Vroegindeweij) e le allegazioni difensive secondo cui la provvista per l'acquisto dei beni proveniva dalla famiglia di origine della madre (Claudia Chiavini) o dai suoi genitori. Denunciava altresì che il rinvenimento di oggetti nella camera della ricorrente non escludeva la titolarità dei terzi e che le intercettazioni richiamate dal Tribunale non provavano l'effettivo acquisto dei beni da parte del padre.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che la censura proposta non riferisse una violazione di legge riconosciuta dall'art. 325 c.p.p., ma si limitasse a contestare la motivazione del Tribunale (vizio di merito/di motivazione) che è sindacabile in Cassazione solo nei casi di violazione di legge o di assenza totale della motivazione. La Corte ha rilevato che il Tribunale aveva fornito argomentazioni sul punto (presunzione di disponibilità dei beni nell'abitazione coniugale, valutazione delle dichiarazioni di Trequattrini come generiche, richiamo a precedente decisione della Corte che aveva già evidenziato la difficoltà di provare la titolarità esclusiva in presenza di coabitazione). Per ciò la domanda della ricorrente è stata respinta come inammissibile. Ai sensi dell'art. 616 c.p.p. la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, rilevandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento alla Cassa delle ammende della somma di C 3.000,00.
Norme richiamate
art. 321 c.p.p.
La ricorrente evocava l'art. 321(3) in relazione alla distribuzione dell'onere della prova nella richiesta di dissequestro; la Corte tuttavia non ha ritenuto che vi fosse violazione della norma e ha considerato la questione come di valutazione probatoria e motivazionale del Tribunale.
art. 325 c.p.p.
La Corte ha richiamato l'art. 325 che limita il sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali ai soli motivi attinenti alla violazione di legge: il ricorso che contesta in realtà la motivazione è improcedibile per inammissibilità.
art. 605 c.p.p.
La Corte ha precisato che l'illogicità manifesta della motivazione è sindacabile in Cassazione solo tramite il motivo specifico previsto dall'art. 605 lett. e) e non con il rimedio dell'art. 325; pertanto la censura generica di illogicità non è idonea.
art. 616 c.p.p.
Norma richiamata per condannare la parte privata che propone il ricorso in cassazione inammissibile al pagamento delle spese e, ove sussistano profili di colpa, ad una somma alla Cassa delle ammende: la Corte ha irrogato C 3.000,00.
giurisprudenza di questa Corte
Sez.3, sentenza n. 24978 del 24 giugno 2020; Sez.6, n. 6589 del 10/01/2013; Sez.5, n. 43068 del 13/10/2009; Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004; Sez. U, n. 25080 del 28/05/2003
La Corte ha richiamato precedenti secondo cui, nei casi di beni rinvenuti in abitazione coniugale e in assenza di formale intestazione, può ritenersi la disponibilità del coniuge indagato; ha anche richiamato criteri su quando la motivazione sia considerata assente o manifestamente illogica.
Massime di principio
- In materia di dissequestro di beni sequestrati in abitazione familiare, la presenza dei beni nella casa comune e la mancanza di formale intestazione favoriscono la presunzione di disponibilità in capo all'indagato; il terzo deve fornire prove specifiche e concrete della titolarità.
- Il pubblico ministero (o l'autorità che dispone il sequestro) ha il compito di individuare gli elementi che colleghino i beni all'indagato; le deduzioni generiche del terzo o semplici ipotesi non sono sufficienti per ottenere il dissequestro.
- In Cassazione contro provvedimenti cautelari reali il sindacato è limitato ai motivi di violazione di legge (art. 325 c.p.p.): per censurare la motivazione occorre inquadrare la doglianza in termini di nullità o di totale carenza dell'iter argomentativo, non una semplice divergenza sulla valutazione delle prove.
- L'illogicità della motivazione può essere rilevata in Cassazione solo attraverso il motivo specifico previsto dall'art. 605 c.p.p., lett. e). Le critiche di merito alla valutazione probatoria debbono essere puntuali e inquadrate nei rimedi processuali corretti.
- Per aumentare le probabilità di dissequestro il terzo dovrebbe produrre prove documentali dirette (es. fatture, atti di intestazione, bonifici, dichiarazioni formali dei presunti acquirenti) o testimonianze precise e non contraddittorie che colleghino inequivocabilmente i beni a soggetti estranei all'indagato.
- Le dichiarazioni testimoniali valutate come vaghe o ipotetiche dal giudice non sopperiscono all'onere probatorio del terzo; è quindi importante che le testimonianze siano circostanziate e coerenti con altri elementi di prova.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 15 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 49936/2023 del 15/12/2023
- Sentenza penale · 15 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 49937/2023 del 15/12/2023
- Sentenza penale · 15 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 49938/2023 del 15/12/2023
- Sentenza penale · 15 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 49939/2023 del 15/12/2023
- Sentenza penale · 15 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 49940/2023 del 15/12/2023
- Sentenza penale · 15 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 49941/2023 del 15/12/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →