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Ordinanza

Ordinanza n. 2834/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202605210

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la revoca delle autorizzazioni di polizia riconducibili alla persona fisica appellante e operanti nell’ambito di diverse società

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Lazio e chiesto, in via cautelare, la sospensione della sua efficacia. Dal testo emerge che la controversia riguarda la revoca di tutte le autorizzazioni di polizia riconducibili a una persona fisica ritenuta scarsamente affidabile, nonostante l’attività fosse svolta nell’ambito di società diverse. Le appellanti contestavano inoltre la presenza, nel provvedimento di revoca, di alcune inesattezze relative a un numero limitato di episodi. Il Consiglio di Stato ha esaminato la domanda nella fase cautelare ai sensi dell’art. 98 c.p.a.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare per carenza di fumus boni iuris, ritenendo, a un sommario esame, condivisibili le conclusioni del TAR. Il Collegio ha affermato che il carattere personale delle autorizzazioni di polizia giustifica la revoca di tutte le autorizzazioni riconducibili a un soggetto che abbia dato prova di scarsa affidabilità, anche quando l’attività sia esercitata attraverso società diverse. Ha inoltre ritenuto proporzionata la revoca in ragione della pluralità e gravità delle contestazioni, reputando non decisive alcune inesattezze concernenti un numero ridotto di episodi. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare proposta in appello; nel caso concreto l’istanza di sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado è stata respinta per carenza di fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti e dei soggetti menzionati.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità degli interessati mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il carattere personale delle autorizzazioni di polizia consente di riferire la valutazione di affidabilità direttamente al soggetto titolare o riconducibile alle autorizzazioni e di revocare tutte le autorizzazioni a lui riferibili, anche se l’attività amministrativamente autorizzata è svolta attraverso società diverse.
  • La pluralità e gravità delle contestazioni a carico del titolare possono rendere proporzionata la revoca delle autorizzazioni di polizia anche quando il provvedimento contenga alcune inesattezze relative a un numero limitato di episodi, purché tali inesattezze non incidano sulla complessiva valutazione di inaffidabilità.
  • Nella fase cautelare d’appello, la sospensione della sentenza di primo grado deve essere negata quando, a un sommario esame, risultino condivisibili le conclusioni del giudice di primo grado e manchi il fumus boni iuris.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaAutotutelaTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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