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Sentenza

Sentenza n. 6790/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater) n. 15154/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202507622

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la graduatoria finale e gli atti della procedura concorsuale interna per la nomina a vice ispettore della Polizia di Stato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante, promosso alla qualifica di vice sovrintendente per meriti straordinari, sosteneva che, nella procedura concorsuale interna per 2.662 posti di vice ispettore, l'Amministrazione avrebbe dovuto valutare i titoli di servizio considerando la maggiore anzianità giuridica derivante dal riallineamento della decorrenza della qualifica imposto dalla sentenza della Corte costituzionale n. 224 del 2020. Il ricorso di primo grado aveva impugnato la graduatoria finale, i decreti di approvazione e rettifica, la circolare di avvio del corso e, in via derivata, il bando e gli atti presupposti. Con il primo motivo d'appello è stata dedotta la violazione dei criteri relativi agli effetti nel tempo delle sentenze di accoglimento della Corte costituzionale, sostenendo che un rapporto di impiego ancora in corso non potesse considerarsi esaurito e che la mancata considerazione dell'anzianità riallineata violasse anche i principi di buon andamento e proporzionalità della retribuzione. Con il secondo motivo è stato dedotto l'omesso esercizio, anche d'ufficio, del potere di disapplicazione della norma dichiarata incostituzionale.

La decisione

L'appello è stato respinto. Il Consiglio di Stato ha affermato che l'efficacia retroattiva delle sentenze di accoglimento della Corte costituzionale incontra il limite dei rapporti esauriti, comprendenti, nel pubblico impiego, gli atti di inquadramento consolidatisi per mancata tempestiva impugnazione. Il fatto che il rapporto di lavoro sia ancora in corso non impedisce che singoli provvedimenti amministrativi, quali gli atti di inquadramento e di aggiornamento della posizione di ruolo, divengano definitivi e insensibili a successive declaratorie di illegittimità costituzionale. L'impugnazione della graduatoria non poteva quindi essere utilizzata per conseguire indirettamente il risultato che sarebbe stato possibile ottenere soltanto contestando tempestivamente gli atti di inquadramento e, ove pregiudizievole, il bando di concorso. È stato inoltre respinto il motivo sulla disapplicazione: il sistema di controllo accentrato di costituzionalità esclude che il giudice comune possa disapplicare norme primarie o atti aventi forza di legge ritenuti incostituzionali, anche quando la disposizione sia già stata dichiarata illegittima ma continui a regolare rapporti esauriti. Sentenza di primo grado confermata; spese del grado compensate per la peculiarità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 71 d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335

    Richiamato quale fondamento della promozione alla qualifica di vice sovrintendente per meriti straordinari.

  • art. 75, comma 1, d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335

    La disposizione, come risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 224 del 2020, riguarda il riallineamento della decorrenza giuridica della qualifica attribuita per meriti straordinari; il giudice ha ritenuto che l'applicazione retroattiva della declaratoria non possa incidere su atti di inquadramento ormai consolidati.

  • art. 136 Cost.

    Richiamato, insieme all'art. 30 della legge n. 87 del 1953, per individuare il limite dei rapporti esauriti all'efficacia retroattiva delle sentenze di accoglimento della Corte costituzionale.

  • art. 30 legge 11 marzo 1953, n. 87

    Richiamato quale base normativa, insieme all'art. 136 Cost., del limite dell'efficacia retroattiva delle pronunce di accoglimento rispetto ai rapporti esauriti.

  • art. 97, comma 2, Cost.

    Invocato dall'appellante in relazione al principio di buon andamento; il motivo è stato ritenuto infondato.

  • art. 36, comma 1, Cost.

    Invocato dall'appellante in relazione alla proporzionalità della retribuzione; il motivo è stato ritenuto infondato.

Massime di principio

  • L'efficacia retroattiva delle sentenze di accoglimento della Corte costituzionale è soggetta al limite dei rapporti esauriti, ai sensi del combinato disposto dell'art. 136 Cost. e dell'art. 30 della legge n. 87 del 1953.
  • Nel pubblico impiego, gli atti di inquadramento e di aggiornamento della posizione di ruolo non tempestivamente impugnati si consolidano per decorso del termine decadenziale e restano insensibili alle successive declaratorie di illegittimità costituzionale, anche se il rapporto di lavoro continua.
  • L'impugnazione di una successiva graduatoria o procedura selettiva non può essere utilizzata per rimettere indirettamente in discussione atti di inquadramento ormai definitivi, quando il risultato perseguito avrebbe richiesto la loro tempestiva impugnazione.
  • Il giudice comune non può disapplicare norme di legge o atti aventi forza di legge ritenuti incostituzionali, poiché la declaratoria di illegittimità costituzionale delle norme primarie spetta in via esclusiva alla Corte costituzionale; ciò vale anche quando la norma sia già stata dichiarata incostituzionale ma continui a regolare rapporti esauriti.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoConcorsi pubbliciAppello
RamiForze armate e forze di poliziaPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieValutazione dei titoli e punteggi
IstitutiDecadenza e tardivitàPrimato del diritto UE e disapplicazionePrincipio di legalità e tipicità

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