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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49034/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza di conferma della condanna per il delitto previsto dagli artt. 81, comma finale, e 612, comma 2, cod. pen. (reato commesso in Vado Ligure tra il 28/04/2016 e il 19/05/2019). Nel corso del termine per proporre ricorso per cassazione la parte offesa Pedone Iolanda ha rimesso la querela nei confronti di Marinelli, rimessione poi ritualmente accettata dall'imputato, circostanza documentata con verbali dei Carabinieri. Con la memoria depositata il difensore ha insistito per l'annullamento senza rinvio sostenendo l'estinzione del reato per remissione di querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo relativo alla remissione della querela: ha ritenuto applicabile il principio secondo cui la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato e va fatta rilevare e dichiarare dal giudice di legittimità purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto. Non essendo emersa nell'impugnata decisione prova evidente di innocenza dell'imputato, e risultando la remissione e l'accettazione regolarmente effettuate, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per sopravvenuta estinzione del reato. Ha altresì condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali, in applicazione dell'art. 340 c.p.p.

Norme richiamate

  • artt. 81 cpv. e 612, comma 2, cod. pen.

    presenti nel testo della sentenza impugnata

    Norma sostanziale che definisce il fatto-reato per il quale l'imputato era stato condannato; la decisione di legittimità ha però dichiarato l'estinzione del reato per causa sopravvenuta (remissione di querela), rendendo irrilevante il merito della condanna

  • Sez. U, Sentenza n. 24246 del 25/02/2004 (prezzo giurisprudenziale)

    citata nella decisione come principio di diritto

    Principio di diritto interpretato e applicato: la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata determina l'estinzione del reato e prevale su eventuali cause di inammissibilità; il giudice di legittimità deve rilevarla e dichiararla se il ricorso è tempestivo

  • art. 340 cod. proc. pen.

    citato nella motivazione in relazione alle spese

    Norma processuale che dispone la regola generale sulle spese processuali in caso di remissione della querela: in mancanza di deroga pattizia le spese vanno poste a carico del querelato

Massime di principio

  • La remissione di querela, se intervenuta prima della pronuncia definitiva e ritualmente accettata dall'imputato, estingue il reato anche se il procedimento è giunto in Cassazione; il giudice di legittimità deve dichiarare l'estinzione se il ricorso è stato tempestivamente proposto
  • Perché la remissione produca effetto estintivo occorre che sia documentata e rituale (ad es. verbalizzata dalle forze dell'ordine) e che vi sia l'accettazione dell'imputato
  • L'estinzione per remissione prevale su questioni processuali attinenti all'ammissibilità del ricorso: non è necessario accertare l'innocenza sostanziale dell'imputato quando la remissione è valida
  • In assenza di patti contrari, le spese processuali gravano sul querelato a norma dell'art. 340 c.p.p., anche quando la pronuncia dispone l'annullamento per estinzione del reato
  • La tempestività del ricorso per cassazione rispetto all'evento estintivo è elemento rilevante: la dichiarazione di estinzione può essere pronunciata dal giudice di legittimità solo se il ricorso è stato proposto nei termini

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