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Sentenza

Sentenza del 31/05/2017 n. 13730 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro la cartella di pagamento IRAP 2005, ritenendo che, trattandosi di imposta indicata in dichiarazione, avrebbe dovuto prima pagarla e poi chiederne il rimborso. Con il secondo motivo ha sostenuto che la cartella emessa mediante controllo automatizzato ai sensi dell'art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 fosse impugnabile anche per contestare l'effettiva debenza dell'imposta e per correggere un eventuale errore dichiarativo. Con il terzo motivo ha contestato l'applicazione dell'IRAP, deducendo l'assenza di autonoma organizzazione e l'erroneità della CTR, che aveva valorizzato l'entità del reddito e un generico apporto di lavoro altrui. Il primo motivo riguardava invece l'omessa pronuncia sull'asserita novità di un'eccezione formulata dall'Ufficio in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il secondo e il terzo motivo, dichiarando assorbito il primo. Ha affermato che la cartella derivante da controllo automatizzato è impugnabile anche quando si fonda sui dati dichiarati dal contribuente, poiché le dichiarazioni fiscali sono, in linea di principio, emendabili e possono essere corrette anche in sede processuale quando l'errore comporti un'imposizione maggiore di quella prevista dalla legge. Ha inoltre rilevato che, per un lavoratore autonomo, l'IRAP è dovuta solo in presenza di autonoma organizzazione, da valutare sulla base della responsabilità organizzativa, dei beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile e dell'uso non occasionale di lavoro altrui. La CTR aveva motivato in modo contraddittorio e insufficiente e aveva attribuito rilievo improprio all'entità del reddito, dato neutro ai fini IRAP. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni ritualmente proposte; la relativa censura non è stata esaminata perché assorbita dall'accoglimento degli altri motivi.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 36-bis

    La cartella emessa a seguito di controllo automatizzato può essere impugnata anche per contestare la debenza dell'imposta risultante dalla dichiarazione, non soltanto per vizi propri dell'atto.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 19

    Disciplina gli atti impugnabili nel processo tributario; la cartella di pagamento costituisce atto impugnabile anche quando il contribuente contesti l'obbligazione tributaria sottostante.

  • D.P.R. n. 322/1998, art. 2, comma 8-bis

    Il termine previsto per la correzione delle dichiarazioni non impedisce, in linea di principio, di far valere in giudizio un errore dichiarativo che abbia determinato un'imposizione superiore a quella legalmente dovuta.

  • D.Lgs. n. 446/1997, artt. 2, comma 1, e 3, comma 1, lettera c)

    L'esercizio di attività di lavoro autonomo è soggetto a IRAP solo se svolto con autonoma organizzazione.

  • D.P.R. n. 917/1986, art. 49, comma 1

    Individua le attività di lavoro autonomo rilevanti ai fini del criterio applicato dalla Corte per valutare l'assoggettamento a IRAP.

  • Costituzione, art. 53

    Il principio di capacità contributiva impedisce che un errore dichiarativo determini stabilmente l'assoggettamento a un tributo maggiore di quello previsto dalla legge.

Massime di principio

  • Una cartella emessa tramite controllo automatizzato può essere impugnata non solo per vizi formali o propri dell'atto, ma anche per contestare l'effettiva debenza dell'imposta risultante da un errore nella dichiarazione.
  • Le dichiarazioni fiscali non sono necessariamente irretrattabili: il contribuente può correggere un errore, anche in sede contenziosa, quando ne derivi un'imposizione superiore a quella prevista dalla legge.
  • Per i professionisti, il reddito prodotto non dimostra di per sé l'esistenza dell'autonoma organizzazione e non costituisce un indice decisivo ai fini IRAP.
  • L'autonoma organizzazione deve essere accertata concretamente: rilevano la responsabilità dell'organizzazione, beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile e l'impiego non occasionale di lavoro altrui; l'impiego di un solo dipendente con mansioni esecutive, entro limiti non eccedenti, non è automaticamente sufficiente.
  • Una decisione sull'assoggettamento a IRAP deve indicare con precisione gli elementi di fatto posti a fondamento dell'autonoma organizzazione; motivazioni generiche, contraddittorie o prive di riscontri possono comportare la cassazione della sentenza.

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