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Ordinanza

Ordinanza n. 333/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202405336

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, n. 19/2024

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’Amministrazione ha proposto appello per la riforma della sentenza di primo grado. Nel corso del giudizio, prima del 13 novembre 2025, l’Amministrazione, in sede di riesame, ha adottato provvedimenti favorevoli alla parte già vittoriosa in primo grado. Tali provvedimenti sembrano essere stati adottati autonomamente, senza riserve e non in esecuzione della sentenza appellata con riserva dell’esito dell’appello. L’Avvocatura dello Stato ha tuttavia dichiarato il perdurante interesse dell’Amministrazione alla decisione dell’appello. La parte appellata ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito il giudizio. Ha rilevato che l’adozione, in sede di riesame, di provvedimenti favorevoli alla parte appellata, apparentemente senza riserve e in via autonoma rispetto all’esecuzione della sentenza, potrebbe integrare acquiescenza alla sentenza appellata e incidere sulla permanenza dell’interesse all’appello. Considerata la precedente dichiarazione dell’Amministrazione di perdurante interesse, il Presidente ha reiterato l’invito all’Amministrazione appellante a chiarire per iscritto, entro il 27 maggio 2026, oppure oralmente all’udienza del 28 maggio 2026, se permanga l’interesse alla decisione dell’appello. È stata quindi disposta una verifica interlocutoria, senza pronuncia sulla cessazione della materia del contendere e senza regolazione delle spese.

Massime di principio

  • L’adozione, durante il giudizio d’appello, di provvedimenti favorevoli alla parte vittoriosa in primo grado, adottati autonomamente e senza riserva dell’esito dell’appello, può essere valutata come acquiescenza alla sentenza impugnata e può incidere sulla permanenza dell’interesse dell’amministrazione alla decisione dell’appello.
  • Quando emergano fatti sopravvenuti potenzialmente idonei a determinare acquiescenza, cessazione della materia del contendere o sopravvenuta carenza di interesse, il giudice d’appello può invitare l’appellante a chiarire espressamente se permanga l’interesse alla decisione prima di definire il giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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