Cassazione Penale, Sentenza n. 357/2022 del 10/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Ivrea del 31/03/2021 che aveva disposto la parziale non convalida dell'arresto operato nei confronti di VULLO, LOVAGLIO e DINU. Il ricorso denuncia violazione di legge in relazione all'art. 382 c.p.p. (quasi-flagranza) quanto al reato di danneggiamento aggravato ascritto a VULLO (capo c) e denuncia altresì violazione di legge in relazione all'art. 110 c.p. in relazione agli artt. 582-585 c.p. quanto al reato ascritto a LOVAGLIO e DINU (capo b). In sostanza si contesta che il giudice della convalida abbia rigettato la quasi-flagranza limitandosi a considerare le tracce materiali senza valutare il complesso degli elementi immediatamente raccolti dalla polizia giudiziaria (p.es. successione temporale delle richieste d'intervento, rinvenimento del machete, dichiarazioni spontanee sul posto).
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata perché l'arresto è stato legittimamente eseguito. La Corte ha richiamato il principio per cui il giudice della convalida deve compiere un giudizio 'ex ante' di mera ragionevolezza sulle ragioni che hanno portato all'arresto, potendo avere riguardo non solo alle tracce materiali ma anche alle prime, contestuali e immediate attività investigative e al comportamento dell'indagato come elementi idonei a configurare la 'quasi-flagranza'. Il Tribunale aveva errato nel limitare il proprio esame alla sola materialità delle tracce, omettendo di valutare il quadro complessivo contestualmente emerso dalla polizia giudiziaria.
Norme richiamate
art. 382 cod. proc. pen.
Richiamata come norma centrale: il giudice della convalida deve compiere un controllo ex ante di ragionevolezza; la nozione di 'quasi-flagranza' può fondarsi non solo su tracce materiali ma anche sulle immediate attività investigative e sul comportamento dell'indagato quale segnale di stretta contiguità temporale rispetto al fatto.
artt. 380 e 381 cod. proc. pen.
Indicano i presupposti dell'arresto e gli elementi che la polizia giudiziaria deve documentare: la Corte osserva che è sufficiente che le ragioni dell'arresto emergano dal contesto descrittivo del verbale o dagli atti complementari per consentire la verifica giudiziale.
art. 110 cod. pen.
Nel ricorso era denunciata la violazione in relazione al concorso di persone rispetto ai reati indicati (artt. 582-585), ma la decisione della Corte si è concentrata sulla legittimità dell'arresto (art. 382 c.p.p.) senza entrare nel merito della responsabilità penale collettiva.
artt. 582-585 cod. pen.
Richiamati nella contestazione riguardante il capo b) (ascritto a LOVAGLIO e DINU); la Corte non si è pronunciata sul fondamento sostanziale di tali imputazioni, avendo disposto l'annullamento dell'ordinanza per vizi nella valutazione della convalida dell'arresto.
Massime di principio
- Il giudice della convalida dell'arresto deve operare un controllo 'ex ante' di mera ragionevolezza sulle ragioni che hanno determinato l'arresto, senza sostituirsi all'accertamento della responsabilità penale.
- La nozione di 'quasi-flagranza' non si limita alle tracce materiali del reato: può comprendere anche il comportamento dell'indagato e le prime attività investigative (perquisizioni, dichiarazioni spontanee, rinvenimenti) purché collegate senza soluzione di continuità all'intervento della polizia giudiziaria.
- Per convalidare un arresto è sufficiente che dal verbale e dagli atti complementari emergano ragioni ragionevoli dell'arresto; la documentazione fornita dalla polizia deve porre il giudice in condizione di valutare la coerenza e la ragionevolezza degli elementi acquisiti.
- Il giudice commette violazione di legge se esclude la quasi-flagranza basandosi solo sulla materialità delle tracce, omettendo di esaminare il quadro probatorio immediato e contestuale ricostruito dalla polizia giudiziaria.
- Se in caso analogo il provvedimento di non convalida è motivato solo con argomenti formali sulla materiale riconducibilità delle tracce, il ricorso del pubblico ministero per annullamento può risultare fondato.
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