Cassazione Civile, Sentenza n. 3260/2022 del 02/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Fiat impugna la sentenza della Corte d'appello che aveva accolto, in parte, l'impugnazione di RFI contro il lodo arbitrale. Le doglianze di Fiat riguardano questioni processuali e sostanziali: presunta inammissibilità e ultravpetizione del quinto motivo di impugnazione di RFI; violazione delle regole di interpretazione contrattuale (art.1362 e ss. c.c.) circa la qualificazione e la decorrenza del termine rilevante per il premio di accelerazione; natura giuridica del premio di accelerazione (se corrispettivo o compenso autonomo e condizionato); applicazione dell'art.1359 c.c. sulla condizione; quantificazione e riconoscimento dei danni per oneri diretti e indiretti dovuti al prolungamento dei lavori; effetto espansivo interno tra domande fondate sulla stessa fonte contrattuale; questioni fiscali relative alla restituzione di somme pagate (IVA); e presunta violazione dell'art.830 c.p.c. per una dichiarazione di nullità totale anziché parziale del lodo. Parallelamente RFI proponeva motivi incidentali relativi alla decadenza e tempestività delle riserve contrattuali e alla corretta valutazione della CTU e dell'imputazione dei ritardi.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale di Fiat e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale. La Corte ha ritenuto infondati o inammissibili i motivi di Fiat: non è consentito in sede di cassazione riesaminare i fatti o il merito del lodo arbitrale, ma solo verificare la correttezza e l'adeguatezza della motivazione della sentenza di merito; la Corte d'appello aveva correttamente esaminato e motivato la questione interpretativa relativa al termine di riferimento per il premio di accelerazione, affermando che, nella fattispecie, il TUS originario (11 aprile 2009) era termine fisso e prescindente da eventi impeditivi e che il premio ha natura premiale, autonoma rispetto al corrispettivo principale; pertanto il premio non risultava dovuto perché l'opera non era stata consegnata anticipatamente rispetto al TUS. Sulla questione dei danni per oneri diretti e indiretti e dell'effetto espansivo interno, la Corte ha confermato la distinzione operata dalla Corte d'appello tra le varie pretese (alcune fondate e altre annullate perché dipendenti dalla stessa regolamentazione del premio) e ha ritenuto legittima la ricostruzione della Corte territoriale. Quanto alla restituzione delle somme versate, è stato affermato che l'indebito comprende anche l'IVA addebitata in rivalsa e, quindi, la restituzione riguarda anche tale quota. Infine il motivo relativo all'art.830 c.p.c. è stato dichiarato inammissibile per mancato interesse a impugnare. Il risultato pratico: rigetto del ricorso di Fiat; rimangono efficaci le statuizioni del lodo non annullate e confermate ove non impugnate.
Norme richiamate
art. 360 cod. proc. civ. (primo comma, n.3 e n.5)
Indica i vizi per cui è possibile impugnare la sentenza che decide sull'annullamento del lodo arbitrale (violazione di norme di diritto e omesso esame di fatto decisivo). La Corte ricorda i limiti del sindacato in cassazione, distinguendo vizi di diritto e vizi di fatto.
art. 829 cod. proc. civ.
Regola l'impugnazione del lodo arbitrale: la Corte di legittimità verifica che la Corte d'appello abbia esaminato la questione interpretativa e abbia dato motivazione adeguata; non è consentito riesaminare direttamente il lodo.
artt. 1362, 1363, 1366, 1367, 1369, 1371 cod. civ.
Gli artt. sull'interpretazione del contratto: la sentenza applica il criterio della comune intenzione delle parti, integrando il senso letterale con l'interpretazione funzionale e la buona fede; la Corte d'appello ha correttamente utilizzato tali criteri per individuare il termine rilevante per il premio di accelerazione.
art. 1218 cod. civ.
Principi generali sulla responsabilità contrattuale: utilizzati per valutare le doglianze sulla responsabilità della committente e sugli eventuali risarcimenti; la Corte ha escluso l'inadempimento relativo al premio di accelerazione nella ricostruzione condivisa.
art. 1176 cod. civ. (comma 2)
Diligenza del prestatore qualificata: richiamata in relazione all'obbligo dell'appaltatore di impiegare la diligenza richiesta per conseguire l'anticipata esecuzione, ove ciò sia possibile.
art. 1359 cod. civ.
Norma sulla condizione e sua imputazione: la Corte ricorda che l'art.1359 non è applicabile quando anche la parte cui l'obbligo è condizionato abbia interesse al verificarsi della condizione; pertanto non si è ritenuto applicabile per affermare la debenza del premio quando anche il committente aveva interesse all'anticipato sfruttamento.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 26, comma 2
Normativa IVA: la Corte afferma che la somma indebitamente percepita comprende anche l'IVA addebitata in rivalsa, per cui la restituzione comprende la quota imposta.
art. 830 cod. proc. civ.
Disciplina l'annullamento totale o parziale del lodo: la questione è stata sollevata ma ritenuta inammissibile per carenza di interesse; la Corte richiama che l'interpretazione del dispositivo va coordinata con la motivazione.
artt. 115-116 cod. proc. civ.
Regole sulla valutazione della prova e sulla CTU: le doglianze che puntano a ritenere che la Corte d'appello si sia discostata dalla CTU richiedono autosufficienza nel ricorso e non possono condurre a un riesame del merito in cassazione.
art. 100 cod. proc. civ.
Principio dell'interesse ad impugnare: richiamato per escludere motivi privi di utilità giuridica che non porterebbero benefici concreti al ricorrente.
Massime di principio
- In materia di impugnazione del lodo arbitrale la Corte di Cassazione non riesamina il merito del lodo: controlla solo che la Corte d'appello abbia esaminato le questioni di diritto sollevate e abbia motivato adeguatamente la soluzione adottata.
- Per censurare in cassazione l'interpretazione contrattuale posta a fondamento del lodo è necessario indicare specificamente i criteri ermeneutici (es. canone letterale, comune intenzione, comportamento complessivo, funzione della clausola) ritenuti violati e consentire così il controllo di diritto sulla decisione di merito.
- Il premio di accelerazione, se previsto come 'premiale', ha natura autonoma rispetto al corrispettivo principale: è dovuto solo in caso di effettiva ultimazione anticipata rispetto al termine contrattuale fissato (TUS) considerato come termine oggettivo e, se così convenuto, prescinde dalle cause che hanno impedito l'anticipazione.
- L'art.1359 c.c. (condizione avverata per fatto della parte contraria) non opera automaticamente: occorre verificare se la parte contraria avesse interesse all'avveramento della condizione; se anche il presunto impedito aveva interesse all'anticipazione la disposizione non favorisce l'altra parte.
- Quando si lamentano vizi relativi alla prova tecnica (CTU) o alla imputazione dei ritardi, in cassazione tali censure sono inammissibili se mirano a un riesame dei fatti o mancano di autosufficienza nella riproduzione dei documenti e delle parti rilevanti della CTU.
- La restituzione di somme indebitamente percepite comprende, in presenza di addebito in rivalsa, anche l'IVA corresponsa: l'indebito comprende l'intero importo ricevuto dal cedente/prestatore, ivi inclusa l'imposta.
- Sulle riserve contrattuali (decadenza, specificità): la tempestività e la specificità devono risultare in modo chiaro; l'accorpamento ex post di riserve decedute non può essere usato per eludere le regole di decadenza e specificità salvo che il contratto e la prova consentano diversamente.
- Nel giudizio di impugnazione dell'arbitrato, le domande risarcitorie tra loro collegate che traono origine dalla stessa fonte contrattuale possono essere considerate dipendenti l'una dall'altra (effetto espansivo interno); l'accertamento sull'uno può incidere sulle altre se il presupposto logico-giuridico è identico.
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