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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18370/2026 del 21/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (ai sensi dell'art. 322-ter, comma 1 c.p.) di somme ritenute profitto dei reati di corruzione e truffa aggravata ascritti a Michele Mancuso. Il Procuratore ha censurato l'annullamento sostenendo che, trattandosi del sequestro obbligatorio previsto dall'art. 321, comma 2-bis, cod. proc. pen., fosse sufficiente la sola verificazione della confiscabilità del bene e non fosse necessaria una motivazione specifica sul periculum in mora (rischio di dispersione), richiamando orientamenti di legittimità che interpretano la previsione normativa come dispensatrice dell'onere motivazionale sul periculum.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero. Ha affermato che anche per il sequestro previsto dall'art. 321, comma 2-bis, resta obbligatorio l'onere motivazionale che riguardi non solo il fumus commissi delicti e la confiscabilità del bene, ma anche il periculum in mora (necessità e proporzionalità della misura). La Corte ha richiamato il quadro costituzionale, convenzionale e dell'Unione europea (principi di proporzionalità e necessità) e ha precisato che la pronuncia 'Ellade' non autorizza, di per sé, a prescindere dalla motivazione sul periculum, salvo l'eccezione limitata alle cose intrinsecamente illecite. In concreto la Corte ha ritenuto corretta l'ordinanza di annullamento del sequestro originario per la radicale assenza, nel provvedimento genetico, di motivazione sul periculum in mora e sulla concreta possibilità di depauperamento/dispersione delle somme.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen. (comma 2)

    norma generale sul sequestro preventivo (uso del verbo modale "può" nel comma 2)

    previsione generale che richiede motivazione sia sul fumus che sul periculum in mora; principio di proporzionalità e adeguatezza applicabile alle misure reali

  • art. 321 cod. proc. pen. (comma 2-bis)

    "il giudice dispone il sequestro dei beni di cui è consentita la confisca"

    sequestri obbligatori nei procedimenti per reati dei pubblici ufficiali contro la p.a.; tuttavia la Corte ritiene che l'obbligatorietà non esoneri dall'onere motivazionale in ordine al periculum in mora

  • art. 322-ter cod. pen. (comma 1)

    norma sulla confisca per equivalente, rispetto alla quale il sequestro è stato disposto come misura finalizzata alla confisca dei proventi del reato

  • Costituzione (art. 42, art. 27 secondo comma, art. 14)

    richiamati per sottolineare la portata dei diritti di proprietà e delle garanzie processuali; l'interferenza con diritti costituzionali impone motivazione e proporzionalità

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (art. 6, Protocollo 1 art. 1)

    tutela del giusto processo e del diritto di proprietà che impone verifiche di necessità e proporzionalità anche per le misure ablatorie

  • Direttiva 2014/42/UE e Regolamento 2018/1805

    richiamate per il principio che in materia di congelamento/confisca le autorità devono assicurare il rispetto dei principi di necessità e proporzionalità

  • Cass. Sez. 6, n. 12513/2022 (Grandis) e orientamento favorevole

    cita precedente che sosteneva sufficienza della sola confiscabilità ai fini del sequestro 2-bis

    orientamento che ritiene il comma 2-bis dispensare dalla motivazione sul periculum; richiamato dal ricorrente ma non fatto proprio dalla Corte

  • Cass. Sez. Un. n. 36959/2021 (Ellade)

    sentenza delle Sezioni Unite che ha ammesso un'eccezione motivazionale solo per le cose intrinsecamente illecite (la cui mera appartenenza esaurisce la dimensione cautelare); la Corte qui chiarisce che Ellade non autorizza una deroga generalizzata all'onere motivazionale per i sequestri finalizzati alla confisca

  • Cass. Sez. 6, n. 20649/2023 e altre pronunce recenti

    giurisprudenza di legittimità che estende ai sequestri reali i principi di proporzionalità e le garanzie richiamate per le misure personali; sostenuta dalla Corte come indirizzo maggioritario

Massime di principio

  • Anche quando la norma preveda un sequestro 'obbligatorio' (art. 321, comma 2-bis), il giudice deve motivare non solo sul fumus del reato e sulla confiscabilità, ma anche sul periculum in mora: necessità e proporzionalità restano requisiti obbligatori.
  • La pronuncia 'Ellade' è da intendersi limitatamente alle cose intrinsecamente illecite; non autorizza un'automatica esclusione dell'onere motivazionale per sequestri di proventi o somme di denaro.
  • In caso di beni 'volatili' come il denaro, il giudice dovrà fornire una motivazione più circostanziata circa il rischio concreto di dispersione o depauperamento (es. modalità di detenzione, possibilità di trasferimento, contesti economici), non bastando un generico richiamo all'alta 'volatilità'.
  • Prima di disporre un sequestro finalizzato alla confisca il giudice deve operare un bilanciamento dei diritti costituzionali (proprietà, attività economica) con l'interesse alla repressione, in coerenza con i principi CEDU/UE di necessità e proporzionalità.
  • La mera obbligatorietà normativa dell'adozione della misura non sottrae il sindacato giurisdizionale sui presupposti costitutivi (fumus e periculum): omissioni motivazionali possono comportare l'annullamento del provvedimento.
  • Per un ricorrente che intenda contestare un sequestro, è efficace evidenziare l'assenza di motivazione sul periculum o la genericità delle argomentazioni relative al rischio di dispersione.

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