Cassazione Penale, Sentenza n. 15432/2024 del 15/04/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Richiesta di revisione della condanna irrevocabile (sentenza Tribunale di Macerata del 9/6/2011, irrevocabile 23/10/2012) per i reati di rapina e lesioni aggravate. Il difensore ha denunciato contraddittorietà e travisamento per omissione di prova rilevante: in particolare una discrepanza temporale (la data dei fatti sarebbe il 9 luglio 2005 e non il 12 luglio 2005) e la mancata valutazione comparativa tra le "prove nuove" (deposizione del teste Hassen Haouas e referto medico del 9 luglio) e le emergenze già acquisite nel dibattimento, tali da ricondurre l'aggressione subita da Haouas e la rapina denunciata da Zahdi Taoufik allo stesso contesto tempo-spaziale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la Corte d'Appello per motivazione viziata e parziale, poiché i giudici di merito hanno valutato le sole prove nuove senza un confronto critico e globale con gli atti del dibattimento originario, omettendo di affrontare la questione della esatta datazione dei fatti e di spiegare perché il novum non incrinerebbe il quadro probatorio. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Perugia.
Norme richiamate
Sez. 5, n. 43565 del 21/06/2019, Rv. 277538 - 01
Principio secondo cui, nella fase di revisione, il giudice deve fornire adeguata giustificazione logica dell'esame delle risultanze e, in caso di rigetto, indicare perché le "prove nuove" non scalfiscono il quadro probatorio alla base della condanna.
Sez. 5, n. 7217 del 11/12/2018 (dep. 2019), Rv. 275619 - 01
Affermata la necessità di una valutazione unitaria e globale delle prove nuove, nonché del loro effetto congiunto con le prove pregresse, valorizzando la funzione dinamica del complessivo giudizio probatorio a seguito dell'introduzione del novum.
Sez. 5, n. 38276 del 19/02/2016, Rv. 267786 - 01
Richiama l'obbligo di confronto critico tra le emergenze processuali pregresse e le nuove acquisizioni ai fini della revisione, per valutare se possa emergere un risultato finale diverso (proscioglimento).
Massime di principio
- In sede di revisione penale il giudice deve confrontare criticamente le "prove nuove" con l'insieme delle prove già acquisite nel processo originario; non è sufficiente valutare il novum isolatamente.
- La motivazione del rigetto deve spiegare esplicitamente perché le prove sopravvenute sono inidonee a minare il convincimento formatosi nel giudizio irrevocabile; la mancanza di tale confronto può comportare l'annullamento con rinvio.
- Discrepanze nella determinazione della data del fatto (es. 9 vs 12 luglio) sono elementi decisivi che richiedono verifica: una errata ricostruzione temporale può portare a travisamento della prova e giustificare la revisione o il rinvio.
- Il valore probatorio di dichiarazioni rese molti anni dopo i fatti va valutato tenendo conto del tempo trascorso, ma ciò non esonera il giudice dal confrontare quelle dichiarazioni con le risultanze dibattimentali originarie.
- Chi chiede la revisione dovrebbe allegare e segnalare espressamente al giudice tutte le risultanze del processo di cognizione ritenute rilevanti, per consentire un confronto completo e la valutazione unitaria del "novum".
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