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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18663/2022 del 11/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado (Tribunale di Roma, 21/06/2013) dichiarandolo responsabile dei reati di rapina e lesioni aggravate. Denuncia violazione di legge e vizio di motivazione: sostiene che la rinnovazione dell'istruttoria ha semplicemente confermato le stesse dichiarazioni già acquisite e che la Corte d'appello ha fornito una valutazione opposta senza confrontarsi adeguatamente con le ragioni del giudice di primo grado, violando il principio della motivazione rafforzata necessario per ribaltare un'assoluzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di appello, dopo aver disposto la rinnovazione dell'istruttoria ai sensi dell'art. 603 c.3 c.p.p., abbia fornito motivazione adeguata per ritenere decisivi i riconoscimenti fotografici e le immagini di videosorveglianza, nonché la coincidenza dell'autoveicolo, giustificando il ribaltamento della decisione assolutoria. Perciò il ricorso è manifestamente infondato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 603 cod. proc. pen., comma 3

    In caso di appello della sentenza assolutoria da parte del pubblico ministero, il giudice di appello che ritenga decisive le prove dichiarative indicate nell'impugnazione è tenuto a disporne la rinnovazione anche d'ufficio; tale rinnovazione è necessaria per poter ribaltare l'esito assolutorio e la relativa valutazione delle prove deve essere adeguatamente motivata

Massime di principio

  • Se il pubblico ministero impugna una sentenza di assoluzione, la Corte d'appello può ordinare la rinnovazione dell'istruttoria (art. 603 c.3 c.p.p.) e riconsiderare le prove dichiarative che avevano determinato l'assoluzione.
  • La rinnovazione dell'istruttoria è obbligatoria quando le prove dichiarative indicate nell'impugnazione sono ritenute decisive per il diverso esito; senza rinnovazione non è possibile un legittimo ribaltamento dell'assoluzione.
  • Per riformare un'assoluzione il giudice d'appello deve fornire una motivazione adeguata e congrua rispetto alle emergenze processuali, illustrando perché ritiene più attendibili gli elementi probatori (es. riconoscimenti fotografici, immagini di videosorveglianza, riscontri oggettivi).
  • La semplice divergenza di valutazione tra primo e secondo giudice non costituisce di per sé vizio se la Corte d'appello espone ragioni precise e confronta le fonti di prova, consentendo il controllo di legittimità.
  • Un ricorso per cassazione che non dimostri un vizio di diritto o di motivazione rilevante rispetto alla valutazione compiuta in appello è suscettibile di essere dichiarato inammissibile e sanzionato con condanna alle spese e ammenda.

Testo integrale

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