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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06159/2025 del 07/03/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

Alcuni candidati risultati idonei ma non vincitori di un concorso pubblico bandito anni prima da un comune per posti di istruttore amministrativo agirono per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato e il risarcimento del danno da ritardata assunzione. Deducevano che, durante la vigenza della graduatoria ancora efficace, l'ente avesse illegittimamente evitato lo scorrimento della graduatoria, preferendo prima approvare un piano del fabbisogno e poi indire e utilizzare procedure selettive interne riservate ai dipendenti già in servizio, destinando così i posti vacanti a tali procedure anziché ai candidati esterni utilmente collocati. Nel ricorso per cassazione censuravano la decisione della corte d'appello che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo, sostenendo che la loro domanda aveva ad oggetto un diritto soggettivo all'assunzione fondato sul bando e sullo scorrimento della graduatoria, sicché la controversia avrebbe dovuto essere devoluta al giudice ordinario.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e ha confermato la sentenza d'appello che aveva declinato la giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo. La Corte ha ritenuto che il petitum sostanziale non fosse il mero diritto all'assunzione o la mera modalità di scorrimento della graduatoria, bensì la contestazione delle scelte discrezionali di macro-organizzazione dell'amministrazione, che aveva deciso di coprire i posti tramite selezioni interne e altre modalità diverse dallo scorrimento della graduatoria del concorso esterno. Per tale ragione la controversia ricade nell'ambito dell'art. 63, comma 4, d.lgs. n. 165 del 2001 e appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo. Nulla è stato disposto sulle spese, essendo il comune rimasto intimato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 1, c.p.c.

    La censura è stata proposta come motivo di ricorso per cassazione relativo alla giurisdizione.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dai ricorrenti a fondamento del lamentato illegittimo operato dell'amministrazione in materia di accesso al pubblico impiego.

  • art. 35 d.lgs. n. 165 del 2001

    Invocato dai ricorrenti a sostegno della tesi secondo cui l'ente avrebbe dovuto rispettare i principi fondamentali del reclutamento pubblico.

  • art. 63, comma 4, d.lgs. n. 165 del 2001

    La Corte lo assume come norma che devolve al giudice amministrativo le controversie in cui la domanda, pur prospettando un diritto all'assunzione, impugni in sostanza una scelta discrezionale dell'amministrazione sulle modalità di copertura dei posti vacanti.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Applicato per dare atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato come parametro per il calcolo dell'ulteriore importo del contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato, il riparto di giurisdizione non dipende dal petitum formale ma dal petitum sostanziale, da individuarsi in base alla causa petendi e al rapporto dedotto in giudizio.
  • La domanda dell'idoneo non vincitore volta a far valere il diritto allo scorrimento della graduatoria appartiene al giudice ordinario quando prescinda dall'impugnazione di atti amministrativi e si risolva nella pretesa all'assunzione.
  • Se, invece, la pretesa all'assunzione presuppone la contestazione della scelta dell'amministrazione di coprire i posti vacanti mediante una diversa procedura selettiva o altra modalità organizzativa, la controversia investe l'esercizio del potere pubblico e spetta al giudice amministrativo.
  • La circostanza che il bando o l'atto di approvazione della graduatoria preveda una perdurante efficacia della graduatoria non trasforma automaticamente la posizione dell'idoneo in diritto soggettivo rispetto alle successive valutazioni discrezionali dell'amministrazione sulla copertura dei posti.
  • Le scelte di macro-organizzazione dell'ente sulla copertura della dotazione organica, ove censurate in quanto alternative allo scorrimento della graduatoria, sono espressione di potere autoritativo e non di mera attività gestionale vincolata.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione
RamiProcesso civileLavoro
IstitutiGiudicato

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