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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4236/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di conferma della condanna per reati fallimentari (bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, bancarotta impropria, nonché bancarotta distrattiva limitata per Pasquali relativamente a un bonifico di euro 28.000). Le censure principali sono: per Pasquali - assenza del dolo e della condotta (le scritture erano sotto responsabilità di Zucchini), mancata motivazione sul nesso causale per la bancarotta documentale, contraddittorietà tra assoluzione per alcuni fatti e condanna per altri, insussistenza della distrazione del bonifico e richiesta del riconoscimento della circostanza attenuante della speciale tenuità del danno; per Zucchini - erronea individuazione della competenza territoriale per connessione con procedimenti in altre città, essere mero amministratore di facciata (gestore di fatto un terzo), errata qualificazione delle fattispecie tra bancarotta fraudolenta e colposa (art. 217 legge fall.), e vizio di motivazione nella determinazione delle pene accessorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi infondati e li ha respinti. Ha ritenuto corretta la valutazione di merito circa: la sussistenza del dolo e della responsabilità di entrambi i ricorrenti per le specifiche fattispecie contestate (per Zucchini bancarotta documentale e impropria; per Pasquali bancarotta documentale e distrattiva limitata al bonifico di euro 28.000), la congruità della motivazione in ordine alla qualificazione dei fatti e alla mancata ricostruzione contabile, la regolarità della decisione sulla competenza territoriale (richiamando i principi di Giurisprudenza delle Sezioni Unite e il criterio ex ante) e la motivazione relativa all'entità delle pene accessorie ai sensi dell'art. 133 c.p. Di conseguenza sono confermate le condanne e le pene applicate in sede di merito.

Norme richiamate

  • art. 216 legge fallimentare

    Norma che disciplina le fattispecie di bancarotta (fra cui bancarotta fraudolenta e relative pene accessorie). La Corte ha ritenuto applicabile la norma ove emergano condotte dolose e documentali fraudolente che hanno ostacolato la ricostruzione della massa attiva, giustificando la condanna e l'irrogazione delle pene accessorie.

  • art. 217 legge fallimentare

    Disposizione sulla bancarotta per colpa (omessa o irregolare tenuta delle scritture). La Corte ha escluso la riformulazione del reato da fraudolento a colposo alla luce delle motivazioni di merito che indicano elementi di incoerenza e artificiosità nelle registrazioni, giustificando la configurazione del dolo documentale.

  • art. 223 legge fallimentare

    Norma richiamata nell'imputazione (rilievo tra le fattispecie fallimentari). La Corte l'ha considerata nel complesso delle norme applicabili ai reati di bancarotta senza ritenere vizioremotive tali da incidere sulla conferma delle condanne.

  • art. 12 lett. c), art. 16 e art. 17 cod. proc. pen.

    Criteri di determinazione della competenza per connessione (art. 12 lett. c) e regole di attribuzione territoriale). La Corte ribadisce che la connessione teleologica può spostare la competenza senza identità degli autori e che la competenza va valutata ex ante sugli elementi disponibili al momento dell'imputazione.

  • art. 491 cod. proc. pen.

    Termini per sollevare l'eccezione di incompetenza. La Corte sottolinea che eccezioni non comunque dedotte nei termini non possono essere riformulate in Cassazione con argomentazioni nuove non già proposte in tempo utile.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione dei giudici di merito circa l'applicazione della durata massima delle pene accessorie, in ragione della gravità e del contesto fraudolento e del danno complessivo alla massa creditoria.

  • art. 192 e art. 530 cod. proc. pen.

    Norme relative alla valutazione della prova e ai presupposti per l'assoluzione. La Corte ha rilevato che le censure sui profili probatori e sulla mancanza di prova diretta sono in realtà contestazioni della valutazione degli elementi di fatto compiuta dai giudici di merito, non sindacabili in Cassazione se non per vizi di diritto.

  • art. 10-quater d.l. n. 74 del 2000 (richiamato nei provvedimenti di sequestro)

    Richiamato con riferimento a misure cautelari/disponibilità patrimoniale in altri procedimenti; la Corte segnala elementi processuali sopravvenuti ma conferma che non incidono sulla competenza già determinata ex ante.

Massime di principio

  • La competenza territoriale per connessione va valutata ex ante sugli elementi disponibili al momento dell'imputazione; non è necessario che i procedimenti connessi siano nello stesso stato e grado processuale.
  • In Cassazione non è consentito riproporre argomentazioni di incompetenza o di fatto diverse da quelle tempestivamente dedotte nei termini di legge: eccezioni tardive o ampliate non sono esaminabili.
  • L'amministratore formale può essere ritenuto penalmente responsabile per reati fallimentari se emergono elementi che dimostrano gestione effettiva, inerzia consapevole o dolo documentale (mancata tenuta/alterazione delle scritture, fatturazioni inesistenti, dissipazione di risorse). La qualifica di 'testa di legno' va provata positivamente dalla difesa.
  • La riqualificazione di una fattispecie da fraudolenta a colposa (art. 217) non può essere accolta in sede di legittimità quando i giudici di merito hanno dato motivazioni congrue e non manifestamente illogiche circa l'elemento soggettivo del dolo.
  • Il giudizio sulla speciale tenuità del danno in reati fallimentari va riferito all'effetto globale sulle risorse disponibili per la massa creditoria, non solo alla singola posta (es. 28.000 euro).
  • La Corte di legittimità non riconsidera liberamente la valutazione delle prove compiuta dai giudici di merito; gli interessi probatori e le inferenze logiche dedotte in primo grado e in appello restano vincolanti salvo errori di diritto o manifesta illogicità.

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