Cassazione Penale, Sentenza n. 13814/2023 del 03/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la convalida del sequestro probatorio eseguito il 02/02/2022 dai Carabinieri nel procedimento R.G.N.R. 174/2022; l'imputato era indagato per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Il ricorso deduceva contraddittorietà e illogicità della motivazione e l'illegittimità del sequestro, asseritamente in violazione della legge 2 dicembre 2016, n. 242 (disciplinante la cannabis c.d. "light"), sostenendo che derivati della coltivazione con contenuto di THC inferiore alle soglie non dovrebbero integrare il reato.
La decisione
Il Tribunale di merito aveva già rigettato il ricorso richiamando i principi delle Sezioni Unite secondo cui la cessione/vendita/commercializzazione al pubblico di derivati della coltivazione di cannabis sativa L. (foglie, inflorescenze, olio, resina) integra l'art. 73 del d.P.R. 309/1990 anche se il THC è sotto le soglie previste dalla legge n. 242, salvo che tali derivati si dimostrino concretamente privi di efficacia drogante. Il mantenimento del sequestro è stato ritenuto legittimo per consentire accertamenti tecnici sull'effettiva efficacia drogante della sostanza. Successivamente, in data 25/11/2022, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso in quanto il procedimento penale è stato archiviato e quanto in sequestro è stato restituito; perciò la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 500,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73
La commercializzazione al pubblico di derivati della cannabis può integrare il reato previsto dall'art. 73 indipendentemente dal superamento delle soglie di THC previste dalla legge sulla "cannabis light", salvo che sia dimostrabile l'assenza concreta di efficacia drogante.
Legge 2 dicembre 2016, n. 242 (art. 4, commi 5 e 7)
Stabilisce soglie di THC e disciplina la coltivazione della cannabis sativa L.; tuttavia, la presenza di un contenuto di THC inferiore alle soglie non determina automaticamente l'esclusione di rilevanza penale se la sostanza, nella pratica, ha efficacia drogante.
Sez. U, n. 30475 del 30/05/2019 (PMT C/ CASTIGNANI LORENZO)
Giurisprudenza delle Sezioni Unite che afferma come la cessione e la commercializzazione di derivati della cannabis integrino il reato di stupefacenti ex art. 73 anche in presenza di THC al di sotto delle soglie della legge n. 242, salvo prova contraria basata sul principio di offensività (assenza effettiva di efficacia drogante).
Sez. 3, n. 12260 del 16/02/2022 (Fiorentini Mattia)
Ha ritenuto legittimo il mantenimento del sequestro probatorio di "cannabis sativa" con THC inferiore allo 0,5% qualora ciò sia finalizzato a verificare in via anticipata l'effettiva efficacia drogante della sostanza durante le indagini.
Massime di principio
- La presenza di un valore di THC al di sotto delle soglie previste dalla legge sulla cannabis "light" non esclude automaticamente la rilevanza penale della cessione o commercializzazione di derivati della cannabis: è necessario valutare l'effettiva capacità drogante della sostanza (principio di offensività).
- Il sequestro probatorio di sostanze sospette è legittimo quando è finalizzato all'esecuzione di accertamenti tecnici necessari a stabilire la natura e l'efficacia psicotropa della sostanza; la mera indicazione di THC ridotto non impone il rilascio immediato del materiale.
- La rinuncia al gravame da parte del ricorrente, soprattutto se conseguente ad archiviazione del procedimento e restituzione della cosa sequestrata, comporta l'inammissibilità del ricorso e non impedisce la condanna alle spese e ad eventuali somme a carico del rinunciante.
- In situazioni analoghe è consigliabile acquisire tempestivamente perizie chimico-tossicologiche e documentazione sull'origine, destinazione e modalità di vendita della sostanza per dimostrare l'assenza di finalità di spaccio o di efficacia drogante.
- Gli accertamenti devono valutare caso per caso; l'interpretazione giurisprudenziale prevalente privilegia l'esame concreto dell'efficacia psicotropa rispetto a un'esclusione automatica basata solo sui valori analitici di THC.
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