Cassazione Penale, Sentenza n. 34229/2022 del 15/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del G.u.p. del 19/08/2021 resa ai sensi dell'art. 444 c.p.p., con specifico motivo relativo alla confisca disposta su una carta prepagata (n. 5338 7015 1963 6430). La ricorrente ha contestato la mancata motivazione circa il nesso tra la carta e il reato, sostenendo che la carta era destinata esclusivamente all'accredito del reddito di cittadinanza (misura assistenziale) e che, quindi, la confisca lederebbe il minimo vitale e sarebbe inidonea perché il denaro ha origine lecita.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. Il giudice ha ritenuto che la ricorrente non ha provato che la carta fosse utilizzata esclusivamente per il reddito di cittadinanza; ha precisato che la 'confisca della carta prepagata' si riferisce in realtà al denaro depositato nelle coordinate collegate alla carta e che tale denaro può essere qualificato come profitto del reato. Ha richiamato orientamenti di legittimità secondo cui la confisca diretta di denaro disponibile nell'assetto patrimoniale dell'autore non richiede la prova del nesso di derivazione diretta tra quella specifica somma e il reato. Conseguentemente è stata disposta l'inammissibilità del ricorso, la condanna della ricorrente alle spese processuali e il pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione del ricorso.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.
Richiamata dalla ricorrente come vizio di motivazione/erronea applicazione di legge; il giudice ha ritenuto le doglianze non specifiche e manifestamente infondate.
art. 240 c.p.
Richiamato nella impugnazione dalla parte (come norma collegata alla contestazione); dal testo non emerge applicazione concreta diversa da quella contestata.
art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
Norma connessa alle decisioni giudiziarie in procedimenti concordati; richiamata dalla ricorrente nel motivo ma il giudice ha deciso sulla confisca richiamando principi di giurisprudenza consolidata.
art. 444 c.p.p.
Il G.u.p. aveva pronunciato la sentenza impugnata ai sensi di questa disposizione (accertamento e patteggiamento/accordo sulle conseguenze), oggetto dell'impugnazione.
art. 611 c.p.p.
Richiamato in relazione alla trattazione del ricorso (modalità di trattazione davanti al giudice); il procedimento si è svolto ai sensi di tale norma.
art. 616 c.p.p.
Richiamato per la statuizione sulle spese e per la condanna al pagamento in favore della cassa delle ammende a seguito dell'inammissibilità del ricorso.
Sez. U, Sentenza n. 42415 del 27/05/2021
«la confisca del denaro costituente profitto o prezzo del reato, comunque rinvenuto nel patrimonio dell'autore della condotta... va sempre qualificata come diretta, e non per equivalente, in considerazione della natura fungibile del bene, con la conseguenza che non è ostativa alla sua adozione l'allegazione o la prova dell'origine lecita della specifica somma di denaro oggetto di apprensione»
Giurisprudenza richiamata per affermare che il denaro disponibile nel patrimonio dell'autore può essere confiscato come profitto del reato senza necessità di dimostrare che quella specifica somma derivi direttamente dal reato.
Sez. U, Sentenza n. 31617 del 26/06/2015, Lucci
«qualora il prezzo o il profitto c.d. accrescitivo derivante dal reato sia costituito da denaro, la confisca delle somme depositate su conto corrente bancario, di cui il soggetto abbia la disponibilità, deve essere qualificata come confisca diretta e, in considerazione della natura del bene, non necessita della prova del nesso di derivazione diretta tra la somma materialmente oggetto della ablazione e il reato»
Conferma che somme di denaro disponibili su conti o strumenti assimilabili possono essere sottoposte a confisca diretta senza prova del collegamento puntuale con i singoli atti illeciti.
Massime di principio
- La 'confisca della carta prepagata' va interpretata come confisca del denaro depositato collegato alla carta, non dell'oggetto plastificato in sé.
- Se si contesta la confisca di somme ritenute lecite (es. reddito di cittadinanza), è essenziale fornire prova specifica e documentale che quelle somme siano state effettivamente accreditate e segregate e che non siano frutto o disponibilità riconducibile al patrimonio accresciuto dal reato.
- La giurisprudenza consolidata ammette la confisca diretta di somme disponibili nella sfera patrimoniale dell'imputato senza necessità di dimostrare che la specifica banconota o la specifica somma derivi materialmente dal reato, per la natura fungibile del denaro.
- In situazioni analoghe, il difensore deve puntare a dimostrare l'origine e la destinazione esclusiva delle somme (es. idonea documentazione di accredito di sussidi sociali) e, se possibile, la separazione patrimoniale per limitare il rischio di confisca.
- La mera invocazione del principio del minimo vitale o della natura assistenziale di un sussidio non è sufficiente a impedire la confisca se non viene provata in modo specifico e documentato l'inesistenza di contiguità con risorse di illecita provenienza.
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