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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21062/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d\'appello che aveva: dichiarato estinto per prescrizione il reato di falsa perizia (capo 1), rideterminato e sospeso la pena per il reato di tentata truffa (capo 2) e confermato la condanna al risarcimento alle parti civili. Migliardi deduce: (i) errata applicazione della legge penale perché la condotta non integrerebbe il tentativo di truffa (sostiene che la richiesta di liquidazione è un atto diretto al giudice, soggetto "estraneo al reato", e che l\'istanza non è stata liquidata); (ii) vizio nel calcolo della prescrizione, considerando non applicabile la sospensione per COVID. Di Maggio deduce più motivi: omissione di notifica dell\'avviso di fissazione dell\'udienza al codifensore (nullità), errata applicazione dell\'art. 373 c.p. (falsa perizia) e carenza di prova del concorso e della paternità di un file informatico; contestazione dell\'esistenza del danno e della legittimazione delle parti civili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e manifestamente infondati. Ha ritenuto corretta la qualificazione della condotta di Migliardi come tentata truffa (articoli e giurisprudenza richiamati) e legittima l\'applicazione della sospensione della prescrizione per COVID nei termini indicati; ha inoltre ritenuto infondate o aspecifiche le censure di Di Maggio (notifica, valutazione probatoria, paternità del file, danno). I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 ciascuno alla cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (importi specificati in sentenza). La statuizione penale rimane, quindi, quella già formulata dalla Corte d\'appello (estinzione per prescrizione del capo 1; pena per capo 2 rideterminata e sospesa; condanna alle spese civili).

Norme richiamate

  • art. 373 cod. pen.

    "fatti non conformi al vero"

    La Corte ha ritenuto che la dichiarazione del consulente circa la paternità e la redazione personale della perizia rientri nella nozione di "fatti non conformi al vero" sanzionata dall\'art. 373, quando tale mendacio incide sul regolare svolgimento dell\'attività giudiziaria.

  • art. 640 cod. pen. (tentata truffa)

    La Corte distingue la "truffa processuale" dalla fattispecie applicata: ha ritenuto integrabile la tentata truffa quando l\'autore, mediante fatture e giustificativi mendaci allegati alla richiesta di liquidazione, pone in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a procurarsi un ingiusto profitto attraverso un atto di natura patrimoniale (liquidazione degli onorari).

  • artt. 157-161 cod. proc. pen. (prescrizione)

    Per il calcolo della prescrizione la Corte ha accolto la computazione dei periodi di sospensione intervenuti durante il processo (inclusa la sospensione derivante dall\'emergenza COVID), ritenendo che così la misura estintiva non si fosse perfezionata alla data della sentenza d\'appello.

  • art. 83, comma 4, d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (convertito)

    "sospensione del termine per complessivi sessantaquattro giorni"

    Applicata la sospensione della prescrizione per i procedimenti con udienze fissate tra il 9 marzo e l\'11 maggio 2020, quando le attività si sono effettivamente bloccate per l\'emergenza pandemica.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen. e art. 610 cod. proc. pen.

    L\'omesso avviso di fissazione dell\'udienza a un codifensore configura una nullità a regime intermedio che può essere sanata dall\'inerzia dell\'altro difensore presente qualora non sia stata tempestivamente eccepita; la Corte ha applicato la giurisprudenza di legittimità in proposito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento in forza della norma che disciplina le spese per ricorsi inammissibili.

  • art. 14 cod. pen.

    Richiamato il criterio di computo del termine finale della prescrizione (ultimo momento del giorno o del mese calcolato secondo il calendario comune) per stabilire la data di maturazione del termine estintivo.

Massime di principio

  • La presentazione di documentazione mendace a corredo di una istanza di liquidazione di onorari del consulente tecnico d\'ufficio può integrare il reato di tentata truffa se gli atti prodotti sono idonei e diretti, in modo non equivoco, a ottenere un provvedimento di natura patrimoniale (liquidazione) che procura un ingiusto profitto.
  • La 'truffa processuale' (induzione in errore del giudice per ottenere una decisione favorevole nella controversia) è distinta dalla truffa diretta ad ottenere un atto dispositivi a contenuto patrimoniale; la qualificazione rileva per la scelta del reato applicabile.
  • Le sospensioni della prescrizione disposte per l\'emergenza COVID-19 si applicano solo ai procedimenti che abbiano subito una effettiva stasi nel periodo previsto dalla norma (9 marzo - 11 maggio 2020); è necessario verificare se l\'udienza ricada nel periodo e se si sia verificata la stasi effettiva per poter conteggiare la sospensione.
  • L\'omessa notifica di un avviso di fissazione dell\'udienza a un codifensore è una nullità intermedia che va eccepita tempestivamente: se l\'altro difensore è presente e non solleva la questione, la nullità può ritenersi sanata.
  • La Corte di cassazione non è competente a rivedere la valutazione di merito basata sull\'esame della prova: i motivi che chiedono una diversa lettura fattuale sono, di regola, inammissibili; le censure devono mirare a vizi di diritto o di motivazione rilevanti.
  • Se il reato è dichiarato estinto per prescrizione, il ricorrente deve dimostrare un interesse concreto all\'annullamento della qualificazione penale (es. per effetti risarcitori); altrimenti l\'impugnazione può essere ritenuta priva di interesse e quindi inammissibile.

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