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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27807/2024 del 11/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia in carcere disposta dal GIP. La difesa deduceva: 1) insufficiente motivazione e mancato contemperamento della precedente sentenza della Cassazione, contestando la ricostruzione della partecipazione a un'associazione mafiosa (richiamando il procedimento 'Costa Pulita' e la carenza di provvedimenti definitivi, la datazione dei fatti e il coinvolgimento prevalentemente del padre); 2) carenza di elementi per l'ipotesi di estorsione (capo 48), censurando l'uso dell'idea di 'estorsione ambientale' senza prova di una minaccia concreta e l'assenza di elementi che colleghino concretamente la ricorrente alla spartizione dei proventi); 3) carenza di motivazione rispetto al trasferimento fraudolento di valori (capo 161), con mancata indicazione del ruolo concreto della ricorrente nell'intestazione fittizia della società e nella provenienza dei capitali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e non specifici perché non si confrontano con il dettagliato tessuto motivazionale del provvedimento impugnato. Il giudice di merito aveva fondato la gravità indiziaria su: dichiarazioni di più collaboratori di giustizia che ricostruivano la locale di Zungri e le articolazioni della 'ndrina di Briatico (fatti anche fino al 2018); risultati delle intercettazioni e delle captazioni che mostravano ruoli attivi della ricorrente (rapporti con persone offese, comunicazioni al padre detenuto, partecipazione alla distribuzione di proventi, atti di gestione della società Costa degli Dei Tours); elementi testuali che indicavano l'intento di eludere provvedimenti ablativi e frasi che denotavano direzione/controllo ('deve fare quello che dico io'). Quanto all'estorsione ambientale, la Corte richiamando giurisprudenza ha confermato che anche condotte non esplicitamente minacciose possono integrare l'elemento intimidatorio se poste nel contesto di dominio del territorio da parte della consorteria mafiosa. Per il trasferimento fraudolento, il giudice ha rilevato la continuità imprenditoriale con attività già colpite da provvedimenti e atti gestionali compatibili con intestazione fittizia. Conseguenze: inammissibilità del ricorso; condanna della ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento procedurale nei motivi di ricorso; la Corte ha ritenuto che i motivi non abbiano soddisfatto i requisiti di specificità richiesti dalle norme processuali per impugnare la motivazione del provvedimento

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma sul motivo di impugnazione per cassazione; la Corte ha applicato il principio di inammissibilità per motivi generici e non specifici, atteso che il ricorso non si è confrontato con il dettaglio argomentativo della sentenza impugnata

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme oggetto di censura dal ricorrente; la Corte ha valutato i motivi alla luce delle regole di specificità e confutabilità previste per la cassazione

  • art. 512-bis cod. pen.

    Norma sul trasferimento fraudolento di valori (intestazione fittizia). La Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice del riesame abbia adeguatamente dimostrato elementi indiziari di intestazione fittizia e finalità elusive rispetto a provvedimenti ablativi

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e all'ammenda in caso di ricorso inammissibile con profili di colpa; la Corte ha inflitto alla ricorrente il pagamento delle spese processuali e euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • I motivi di cassazione devono essere specifici e confrontarsi puntualmente con il tessuto motivazionale del provvedimento impugnato: argomentazioni generiche o ripetitive sono inammissibili
  • Le dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, se coerenti tra loro, e le captazioni/intercettazioni possono costituire elementi gravi indiziari sufficienti a sostenere misure cautelari quando descrivono ruoli attivi nell'organizzazione
  • L'estorsione ambientale può essere configurata anche senza una minaccia esplicita se la condotta si inserisce in un contesto territoriale dominato da consorterie mafiose e se le circostanze oggettive rendono la richiesta intimidatoria per la vittima
  • Per contestare l'intestazione fittizia o trasferimenti fraudolenti è necessario contestare specificamente gli elementi probatori (continuità imprenditoriale, atti di gestione, comunicazioni che dimostrano controllo) e non limitarsi a riferimenti generici a procedimenti precedenti
  • Un ricorso infondato o non specifico può comportare non solo l'inammissibilità ma anche la condanna alle spese e, in presenza di colpa nel proporre il ricorso, il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende

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