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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2439/2025 del 21/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la nullità della sentenza in quanto, pur avendo il giudice di primo grado riconosciuto le circostanze attenuanti generiche e escluso la recidiva, aveva omesso di applicare la riduzione della pena prevista per quelle circostanze (art. 62-bis c.p.). In pratica è stata imputata l'errata determinazione del trattamento sanzionatorio per mancata contabilizzazione della diminuzione per le attenuanti prima della riduzione per il rito abbreviato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla mancata riduzione per le circostanze attenuanti generiche, procedendo a rideterminare direttamente il trattamento sanzionatorio ai sensi dell'art. 620 lett. i) c.p.p. Partendo dalla pena base individuata in sede di merito (6 mesi di reclusione e €300 di multa), ha applicato la riduzione per le circostanze attenuanti generiche, portando la pena a 4 mesi di reclusione e €200 di multa, e quindi ha applicato la riduzione di un terzo per il rito abbreviato, determinando la pena finale in 2 mesi e 20 giorni di reclusione e €133,00 di multa.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che punisce il reato di furto; la condanna dell'imputato è stata pronunciata ai sensi di questa disposizione dopo la riqualificazione del fatto.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma originariamente evocata nella contestazione (rapina); il fatto è stato poi riqualificato in furto ai sensi dell'art. 624 c.p.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Prevede la riduzione della pena per le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha rilevato che, pur essendo state riconosciute, tale riduzione non era stata applicata e ciò ha costituito vizio nella determinazione della pena.

  • art. 620 lett. i) cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte di Cassazione la facoltà di annullare la sentenza senza rinvio e, sulla base delle statuizioni del giudice di merito, rideterminare la pena; è stata la base giuridica per la rideterminazione diretta del trattamento sanzionatorio operata dalla Cassazione.

Massime di principio

  • Se il giudice riconosce le circostanze attenuanti generiche deve espressamente applicare la corrispondente riduzione della pena nella quantificazione del trattamento sanzionatorio; l'omissione è vizio manifesto.
  • Quando più riduzioni concorrenti sono prevedibili (es. attenuanti generiche e riduzione per il rito abbreviato), l'ordine applicativo conta: la riduzione per le attenuanti va computata prima delle ulteriori diminuzioni (poi si applica la riduzione per il rito).
  • La Corte d'appello non può confermare una determinazione della pena del giudice di primo grado mediante un richiamo apodittico o generico: le scelte quantitative devono essere motivate con elementi concreti.
  • La Corte di Cassazione, ai sensi dell'art. 620 lett. i) c.p.p., può annullare senza rinvio e rideterminare la pena se le statuizioni di merito consentono la corretta riconsiderazione del trattamento sanzionatorio.
  • In situazioni analoghe il difensore può ottenere la correzione della pena anche senza rinvio quando l'errore del giudice di merito è palese e i dati necessari per la rideterminazione sono già nelle statuizioni di merito.

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