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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00870/2025 del 09/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva confermato la sua responsabilità per concorso in danneggiamento, deducendo, con il primo motivo, vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità. In particolare sosteneva che non fosse stata raggiunta la prova dell'attribuibilità a lui della condotta materiale consistita nel far cadere a terra i motorini parcheggiati sulla pubblica via, e dunque contestava la sussistenza del suo coinvolgimento nel fatto. Con il secondo motivo deduceva violazione di legge in relazione all'art. 20-bis c.p., lamentando il mancato esame in appello della possibilità di applicare le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo privo di specificità, perché non si confrontava effettivamente con la motivazione dei giudici di merito, i quali avevano desunto dalle dichiarazioni testimoniali il certo coinvolgimento dell'imputato in un contributo concorsuale rilevante ai fini del reato. Ha inoltre reputato manifestamente infondato il secondo motivo, osservando che, per ottenere la pronuncia del giudice d'appello sull'applicabilità delle sanzioni sostitutive ex art. 20-bis c.p. nel regime transitorio della riforma Cartabia, è necessaria una richiesta dell'imputato da formulare almeno entro l'udienza di discussione del gravame. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    non è connotato dai requisiti di specificità richiesti, a pena di inammissibilità del ricorso

    Il motivo di ricorso deve essere specifico e confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata; la mancanza di specificità determina inammissibilità.

  • art. 20-bis cod. pen.

    Le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi possono essere oggetto di pronuncia del giudice d'appello solo se l'imputato ne abbia chiesto l'applicazione, almeno entro l'udienza di discussione del gravame, nel quadro della disciplina transitoria della riforma Cartabia.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    La disciplina transitoria della riforma Cartabia richiede una richiesta dell'imputato, al più tardi in udienza di discussione, affinché il giudice d'appello debba pronunciarsi sulle sanzioni sostitutive.

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    La richiesta di applicazione delle sanzioni sostitutive non deve necessariamente essere contenuta nell'atto di impugnazione o nei motivi nuovi.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il motivo di ricorso che deduce vizio di motivazione è inammissibile se non si confronta puntualmente con la ratio decidendi della sentenza impugnata e non evidenzia specifici travisamenti o illogicità della motivazione.
  • In tema di concorso di persone nel reato, non è necessario che il singolo concorrente abbia posto in essere integralmente la condotta tipica: è sufficiente un contributo materiale o morale effettivo alla realizzazione del fatto, anche quale parte della fattispecie plurisoggettiva eventuale.
  • Per la configurabilità della responsabilità concorsuale, ciò che rileva è la sommatoria dei contributi dei concorrenti alla piena integrazione del reato, non l'individuazione esclusiva dell'autore materiale della condotta tipica.
  • In materia di sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi solo se l'imputato ne abbia richiesto l'applicazione entro l'udienza di discussione del gravame; in difetto di tale istanza il motivo che lamenta l'omessa pronuncia è manifestamente infondato.

Come è indicizzato

MaterieDanneggiamentoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiConcorso di persone

Testo integrale

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