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Ordinanza

Ordinanza n. 506/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, Sezione Quarta, n. -OMISSIS- resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202600521

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia, Sez. IV, reiettiva del ricorso contro il provvedimento comunale relativo ad opere edilizie abusive costituite da roulotte stabilmente ancorate al suolo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lombardia e ha chiesto in via cautelare la sospensione della sua efficacia. Ha sostenuto, in sostanza, che le strutture contestate fossero roulotte e non opere edilizie soggette a titolo abilitativo. Dalla documentazione fotografica e dalla perizia prodotta dalla stessa appellante è tuttavia emerso che le roulotte erano stabilmente ancorate al suolo. Il Comune aveva valutato le opere nel loro complesso e ne aveva accertato il carattere abusivo, ritenendole prive del necessario permesso di costruire.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare per carenza del fumus boni iuris. In sede di sommaria delibazione ha ritenuto che le strutture, pur qualificabili materialmente come roulotte, fossero stabilmente ancorate al suolo e dovessero essere valutate unitariamente e complessivamente. Tali caratteristiche conferiscono alle opere natura edilizia permanente e rendono necessario il permesso di costruire. Poiché le opere risultavano realizzate senza alcun titolo edilizio, il provvedimento comunale appariva adeguatamente motivato, essendo sufficiente l’accertamento del carattere abusivo delle opere. Non è stata ravvisata una ragione per sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare in appello e costituisce la base processuale dell’istanza di sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a sostegno della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Ai fini della qualificazione edilizia, roulotte o strutture analoghe stabilmente ancorate al suolo devono essere considerate opere aventi carattere permanente e soggette a permesso di costruire, quando risultino stabilmente inserite nel territorio.
  • Le strutture realizzate senza titolo edilizio devono essere valutate complessivamente, considerando il loro assetto e la loro funzione effettiva, anziché isolando i singoli elementi che le compongono.
  • In sede cautelare d’appello, la stabilità dell’ancoraggio al suolo e l’assenza del permesso di costruire escludono il fumus boni iuris della domanda di sospensione della sentenza che abbia confermato l’abusività delle opere.
  • Per motivare l’accertamento dell’abusività edilizia è sufficiente che l’amministrazione individui adeguatamente le opere realizzate e ne accerti l’assenza del necessario titolo edilizio, senza dover svolgere una motivazione ulteriore quando tale accertamento sia chiaro e verificabile.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazione

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