Cassazione Penale, Sentenza n. 7355/2023 del 21/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il pubblico ministero denunciava vizio di motivazione e violazione della legge per avere il tribunale del riesame ridotto il sequestro sulla base del criterio della "ragionevolezza temporale" degli acquisti (sosteneva che la prova della sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis cod. pen. fosse sufficiente a mantenere il sequestro, indipendentemente dall'epoca di acquisto). I ricorrenti privati (Teresa, Filomena, Selvaggi) deducevano più violazioni: insufficiente fumus commissi delicti e valutazione erronea delle intercettazioni; ampliamento dei poteri del tribunale del riesame rispetto all'oggetto devoluto (art. 521 c.p.p. richiamato); mancato esame delle memorie e della documentazione sulla capacità reddituale; errata applicazione dell'art. 240-bis in relazione alla riconducibilità dei beni al coniuge e al criterio temporale (beni anteriori al 2016), e infine doglianza sul criterio quantitativo (si doveva tener conto dell'ammontare del profitto illecito).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero ritenendolo manifestamente infondato, confermando la legittimità della riduzione temporale del sequestro operata dal tribunale del riesame (applicazione del principio di ragionevolezza temporale sugli acquisti). Anche i ricorsi dei privati sono stati dichiarati inammissibili: la Corte ha ritenuto che molte delle doglianze impugnatorie attengono a valutazioni di fatto o a interpretazioni alternative non deducibili in sede di legittimità; ha inoltre ribadito che la presunzione di illegittima acquisizione prevista dall'art. 240-bis può operare anche sui beni intestati al coniuge quando la sproporzione e le circostanze indicano simulazione. I ricorrenti privati sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen.
Prevede una presunzione relativa di illecita provenienza dei beni sproporzionati rispetto ai redditi; la Corte interpreta la norma tenendo conto della ragionevolezza temporale degli acquisti e ammette l'applicazione della presunzione anche ai beni intestati al coniuge quando la sproporzione e le circostanze indicano simulazione dell'intestazione.
art. 606 lett. b) cod. proc. pen.
Richiamato come motivo di impugnazione dal pubblico ministero (vizio di motivazione). La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato e il ricorso inammissibile, poiché il tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la riduzione temporale del sequestro.
artt. 273, 321 cod. proc. pen.
Richiamati dalla difesa in relazione alle valutazioni sul fumus commissi delicti e alla prospettazione accusatoria; la Corte osserva che in sede di riesame cautelare la valutazione del fumus non deve trasformarsi in valutazione di gravità indiziaria esaustiva e che in cassazione non sono ammesse riletture alternative del materiale probatorio.
art. 521 cod. proc. pen.
Norma del processo dibattimentale invocata dai ricorrenti per censurare presunto ampliamento dei poteri del giudice; la Corte rileva che la norma non è pertinente al giudizio cautelare reale e che il tribunale del riesame ha chiarito i limiti della sua valutazione rispetto ai diversi capi del decreto.
art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306 (conv. legge n. 356/1992)
Richiamata dalla giurisprudenza citata nel provvedimento: in materia di confisca allargata il giudice deve considerare il momento di acquisizione del bene per verificare la ragionevolezza temporale della presunzione di derivazione illecita; la confisca non richiede pertinenzialità rispetto al reato ma la presunzione va comunque circoscritta temporalmente per evitare risultati "ictu oculi" irragionevoli.
Massime di principio
- In misure cautelari reali basate su presunzioni di sproporzione (art. 240-bis) il giudice deve valutare anche il momento di acquisizione dei beni: beni acquistati molto antecedentemente al reato possono essere esclusi dal vincolo per ragionevolezza temporale.
- La presunzione di illecita acquisizione può estendersi ai beni intestati al coniuge se la sproporzione tra patrimonio e attività lavorativa e le circostanze del caso indicano un'intestazione simulata.
- In sede di cassazione avverso provvedimenti cautelari reali sono ammissibili solo censure di diritto; rilevazioni alternative di fatto o riedizioni probatorie (es. diversa interpretazione di intercettazioni) non sono solitamente esaminabili.
- La valutazione del "fumus commissi delicti" in sede cautelare non deve essere confusa con una valutazione completa della gravità indiziaria richiesta in dibattimento; il riesame può limitarsi a verifiche meno approfondite purché motivate.
- Il mantenimento del sequestro ai fini di confisca non richiede necessariamente una corrispondenza quantitativa diretta tra valore dei beni sequestrati e l'ammontare del profitto illecito accertato; la confisca "allargata" può riguardare beni non pertinenti al singolo reato, ma rimane vincolata ai limiti di ragionevolezza temporale e prova.
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