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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42534/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riabilitazione presentata da Vella per la condanna del 29/01/2004 per il reato di cui all'art. 416-bis. Vella ha dedotto di aver dimostrato ravvedimento (buona condotta, remissione del debito per spese di giustizia e versamento simbolico di €30 all'associazione Libera) e ha contestato la valutazione del Tribunale circa la persistenza di frequentazioni con soggetti inseriti nel contesto mafioso e l'assenza di idonee iniziative risarcitorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendolo manifestamente infondato. Ha confermato la valutazione del Tribunale di sorveglianza secondo la quale non sono emersi segni inequivocabili di ravvedimento: le frequentazioni non sono risultate sporadiche/significative nella direzione positiva e il versamento di €30 è stato ritenuto incongruo e privo di valore probatorio serio come attività risarcitoria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di €3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 179 cod. pen.

    "quando siano decorsi almeno tre anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o siasi in altro modo estinta"

    La Corte interpreta l'art.179 come subordinante la riabilitazione alla prova del ravvedimento del condannato, desumibile da comportamenti regolari nel periodo minimo di legge e dall'attivazione per eliminare le conseguenze civili del reato; l'adempimento delle obbligazioni civili è elemento essenziale e l'esiguità o la mancata prova dell'adempimento può precludere la riabilitazione.

  • art. 178 cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente insieme all'art.179; nel provvedimento di Cassazione non viene fornita una citazione testuale né si ravvisa un errore di applicazione tale da consentire l'accoglimento del ricorso, che è stato deciso sulla base dei criteri di valutazione del ravvedimento indicati dall'art.179.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma del reato per cui Vella era stato condannato (associazione mafiosa). La gravità e il contesto del reato influenzano il grado di prova richiesto per ritenere il ravvedimento sufficientemente dimostrato.

  • Sez. 1, n. 49446 del 7/11/2014 (Zurita Ramirez)

    Giurisprudenza citata per riaffermare che l'adempimento dell'obbligazione risarcitoria o l'impegno a eliminare le conseguenze civili del reato costituiscono condizione importante, spesso imprescindibile, per la concessione della riabilitazione.

  • Corte Cost. n. 186 del 13/6/2000

    Richiamata nel dispositivo in relazione alle condizioni per l'esenzione di alcuni oneri; la Corte di Cassazione ha ritenuto che le condizioni previste da tale pronuncia non ricorressero nel caso concreto.

Massime di principio

  • La riabilitazione richiede la prova del ravvedimento attraverso comportamenti costanti e significativi nel periodo di legge; elementi sporadici o simbolici hanno scarso valore probatorio.
  • L'adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato (o attivazione concreta per eliminarle) è molto rilevante e, in assenza di prova convincente, può impedire la riabilitazione anche se è presente buona condotta carceraria.
  • Donazioni o atti simbolici di entità modesta (es. somme molto esigue) di norma non sono considerati adeguata prova di riparazione o distacco dal contesto criminoso.
  • Frequentazioni con soggetti con precedenti o inseriti nello stesso contesto criminale, se non sporadiche e non adeguatamente giustificate, indeboliscono la prova del ravvedimento.
  • In sede di Cassazione non è consentito un nuovo esame dei fatti e delle prove per sostituirsi al giudice di merito: vizi motivazionali gravi e specifici sono richiesti per ottenere l'annullamento.
  • La remissione o l'esenzione dal pagamento di obbligazioni processuali può essere valorizzata dalla difesa, ma non equivale automaticamente a prova di impossibilità di soddisfare obbligazioni civili ex delicto né a prova di ravvedimento.

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