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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22039/2025 del 11/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Trani per il reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p., primo comma) con aggravante per avere causato un danno di rilevante entità. Il ricorso per cassazione articolava sei motivi: (1) mancato riconoscimento della tardività della querela; (2) omessa o insufficiente motivazione ai sensi dell'art. 125 c.p.p. riguardo alle memorie difensive e alla diversa qualificazione temporale del fatto rispetto al primo grado; (3) vizio nella valutazione delle dichiarazioni delle parti civili (artt. 192, 530 e 533 c.p.p.); (4) errata applicazione della fattispecie di cui all'art. 646 c.p. sulla base di tali dichiarazioni; (5) insufficienza della prova dell'elemento psicologico del reato (artt. 42 e 43 c.p.); (6) errori nella dosimetria della pena. Successivamente al deposito del ricorso, le persone offese (Rosa Maria Todisco e Domenico Todisco) hanno rinunciato alla costituzione di parte civile e hanno depositato una remissione di querela, accettata dalla ricorrente, chiedendo che la sentenza fosse annullata perché il reato si era estinto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per intervenuta remissione di querela. La Corte ha ritenuto che l'estinzione del reato dovuta alla remissione prevale su eventuali questioni di inammissibilità e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità, a condizione che il ricorso sia stato tempestivamente proposto. La Corte territoriale aveva già valutato la tempestività della querela. La dichiarazione di estinzione travolge anche le statuizioni civili. Ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p., le spese del procedimento sono state poste a carico della querelata.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Fattispecie contestata: appropriazione indebita. La Corte ha confermato che tale era la qualificazione dell'illecito che era stato oggetto del processo, ma ha annullato la condanna in quanto il reato si è estinto per remissione di querela.

  • art. 648-bis cod. pen.

    citato nel ricorso (assoluzione in altro procedimento)

    Richiamato dalle difese per evidenziare diversa qualificazione in un precedente processo (truffa), rilevante ai fini della tempestività della querela; non è la fattispecie applicata nel presente procedimento penale.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Riguarda motivazione nelle decisioni in trattazione scritta; il ricorso sosteneva omessa considerazione delle memorie difensive relative a documenti e sentenze del primo grado.

  • artt. 192, 530, 533 cod. proc. pen.

    Norme relative alla valutazione delle dichiarazioni e alla formazione della prova; il ricorrente censurava la valutazione delle dichiarazioni delle parti civili e la loro incidenza sulla decisione.

  • artt. 42 e 43 cod. pen.

    Riguardano l'elemento soggettivo del reato (dolo, colpa, cause di esclusione del dolo); il ricorso contestava il difetto di prova del dolo necessario per l'appropriazione indebita.

  • art. 340 cod. proc. pen.

    Norma utilizzata per la liquidazione delle spese processuali: la Corte ha disposto che le spese fossero a carico della querelata in conseguenza dell'annullamento per estinzione del reato.

Massime di principio

  • La remissione di querela, validamente proposta e accettata, estingue il reato perseguibile a querela e travolge le statuizioni civili connesse: il giudice di legittimità può rilevarlo anche se la questione emerge successivamente.
  • L'estinzione per remissione prevale su questioni di inammissibilità del ricorso o su censure processuali, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto e la remissione sia documentata.
  • La rinuncia o la remissione da parte delle persone offese può determinare l'annullamento della condanna penale anche se il giudizio di merito aveva già accertato la responsabilità.
  • È opportuno depositare tempestivamente in giudizio di legittimità l'atto di remissione di querela (con l'accettazione del querelato) perché la Corte possa rilevare l'estinzione del reato; documentazione formale è cruciale.
  • La remissione di querela ha effetti anche sulle domande civili connesse al procedimento penale; chi agisce come parte civile dovrebbe valutare l'impatto di una rinuncia prima di depositarla.
  • Le questioni relative alla tempestività della querela e alla qualificazione giuridica del fatto (es. differenza tra truffa e appropriazione indebita) restano rilevanti, ma possono diventare irrilevanti se sopravviene un valido atto di remissione che estingue il reato.

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