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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38311/2023 del 19/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso propone due motivi: 1) censura per presunta nullità dovuta alla mancata osservanza del termine a comparire nel decreto di citazione a giudizio, sostenendo che tale nullità avrebbe natura di "regime intermedio" e non di mera nullità relativa e che non sarebbe stata efficacemente sanata; 2) doglianza sulla qualificazione giuridica del fatto: si sostiene che la condotta contestata (mancata restituzione dell'autovettura noleggiata e denuncia di furto) dovesse essere qualificata come appropriazione indebita e non come truffa, posto che l'imputato deteneva l'autovettura in forza di un contratto di noleggio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la censura: l'inosservanza del termine a comparire è qualificata dalla giurisprudenza come nullità relativa e doveva essere eccepita nei termini processuali previsti (art. 181 e, per alcune ipotesi, art. 491 cod. proc. pen.); l'eccezione sollevata in appello è pertanto tardiva. Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato l'inammissibilità perché il ricorrente non ha interesse concreto a chiedere la riqualificazione in un reato più grave solo quale esercizio formale del diritto; è inammissibile il ricorso volto unicamente alla diversa qualificazione giuridica se ciò non incide sul dispositivo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento in favore della cassa delle ammende della somma determinata in via equitativa (euro 3.000). Si ricorda che, in primo grado, il Tribunale di Milano (30/03/2022) aveva condannato l'imputato a 1 anno e 8 mesi per truffa e simulazione di reato, assolvendolo dal capo relativo alla soppressione di atti veri; la Corte di appello di Milano aveva confermato tale sentenza il 17/01/2023.

Norme richiamate

  • art. 181 cod. proc. pen.

    La nullità relativa per inosservanza del termine deve essere eccepita nei termini stabiliti; se non è tempestivamente rilevata è sanata e non può essere fatta valere in appello quale motivo novello.

  • art. 180 e art. 182 cod. proc. pen.

    Riferimenti ai termini e alle modalità per la deduzione delle nullità processuali; la Corte ha richiamato il regime di rilevabilità e sanabilità delle nullità e i termini applicabili.

  • art. 178 lett. e e art. 179 n.1 cod. proc. pen.

    Regolano la citazione e le ipotesi di omessa citazione: tali disposizioni incidono sul differente regime tra omessa e tardiva citazione ai fini della configurabilità di nullità assoluta o relativa.

  • art. 491 cod. proc. pen.

    Termine/processo di deduzione delle nullità in primo grado: alcune nullità verificatesi nella fase degli atti preliminari devono essere eccepite nel giudizio di primo grado secondo i termini di questa norma.

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Criterio di ammissibilità dei motivi in Cassazione: la Corte ha ritenuto che il motivo rivolto solo alla riqualificazione giuridica in senso peggiorativo, senza interesse concreto del ricorrente, non è ammissibile.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che prevede l'obbligo di condanna alle spese del procedimento in caso di ricorso inammissibile o infondato; è stata applicata dalla Corte per compensare le spese del grado di legittimità.

  • sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per giustificare l'applicazione dell'onere (cassa delle ammende) nonostante l'assenza di colpa grave del ricorrente nella determinazione dell'inammissibilità; consente una valutazione equitativa della sanzione pecuniaria in favore della cassa delle ammende.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. legge n. 176/2020) e successive disposizioni

    Norme procedurali richiamate che consentono la trattazione del ricorso con procedimento scritto nelle ipotesi previste; la decisione è stata adottata con tale procedura scritta.

Massime di principio

  • La mancata osservanza del termine a comparire nella citazione è, secondo la consolidata giurisprudenza, una nullità relativa che va eccepita tempestivamente: se non sollevata nei termini previsti si considera sanata e non può essere dedotta in appello o in Cassazione.
  • Le nullità che si sono verificate nella fase degli atti preliminari al dibattimento devono essere eccepite nel giudizio di primo grado nei termini indicati dall'art. 491 c.p.p.; la loro sollevazione tardiva comporta l'inammissibilità o il rigetto della doglianza.
  • Non è ammissibile in Cassazione il ricorso volto unicamente alla riqualificazione del reato in senso peggiorativo se il ricorrente non ha un interesse concreto e rilevante (cioè se la riqualificazione non incide favorevolmente sul dispositivo o sui suoi interessi processuali).
  • I motivi di ricorso manifestamente infondati o non pertinenti alle ipotesi previste dalla legge comportano la declaratoria di inammissibilità e l'imposizione delle spese processuali; può essere altresì disposta una sanzione pecuniaria equitativa a carico del ricorrente.
  • Per evitare la perdita di rilevanza di eccezioni procedurali, è necessario che il difensore sollevi immediatamente eventuali nullità o vizi formali nelle udienze e nei termini previsti, non rinviando problematiche essenziali alla fase d'appello o alla Cassazione.

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