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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30217/2026 del 07/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dall'imputato contro la condanna di primo grado per truffa, ritenendo i motivi non specifici ai sensi degli artt. 581, 591 e 592 c.p.p. Il difensore ha quindi proposto ricorso per cassazione articolando quattro censure, tutte centrate sulla dedotta erronea valutazione della specificità dell'atto di appello: secondo il ricorrente, i motivi di appello non erano generici ma contenevano doglianze specifiche sulla situazione di fatto e di diritto; l'appello sarebbe stato formulato per capi specifici e avrebbe contenuto tutte le valutazioni necessarie; la Corte territoriale avrebbe dovuto verificare le singole e analitiche valutazioni svolte; i singoli punti dell'appello avrebbero dovuto essere esaminati separatamente. In sostanza, il ricorso contestava la declaratoria di inammissibilità dell'appello per difetto di specificità, sostenendo che la difesa aveva effettivamente contrastato la ricostruzione di responsabilità affermata in primo grado.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la decisione della Corte di appello, osservando che l'atto di appello non si confrontava in modo puntuale con la motivazione della sentenza di condanna, limitandosi a riproporre una diversa ricostruzione dei fatti e a reiterare questioni già affrontate e disattese dal primo giudice. La sentenza richiama il principio secondo cui l'impugnazione è inammissibile quando i motivi non enunciano in forma specifica e puntuale i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto e di diritto poste a base della decisione impugnata. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 581 c.p.p.

    comma 1; comma 1-bis; lett. c)

    impone, a pena di inammissibilità, l'indicazione specifica dei capi e punti impugnati, delle richieste e dei motivi in fatto e in diritto; il difetto di specificità ricorre quando mancano rilievi puntuali e correlati alla motivazione impugnata.

  • art. 591 c.p.p.

    consente la declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione quando i motivi sono aspecifici o non idonei a confrontarsi con la sentenza impugnata.

  • art. 592 c.p.p.

    richiamato insieme agli artt. 581 e 591 c.p.p. come base normativa della declaratoria di inammissibilità dell'appello.

  • legge 23 giugno 2017, n. 103

    ha novellato l'art. 581 c.p.p. introducendo più stringenti oneri di specificità dell'impugnazione.

  • d. lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    ha ulteriormente rafforzato e reso espresso il principio della specificità dei motivi di appello.

Massime di principio

  • L'appello è inammissibile quando i motivi non contengono una critica puntuale e specifica alle ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento della sentenza impugnata, ma si limitano a riproporre una tesi alternativa o a contestare in modo generico la decisione.
  • L'onere di specificità dell'impugnazione è proporzionale alla specificità della motivazione della sentenza gravata: quanto più articolata è la motivazione di primo grado, tanto più puntuale deve essere la confutazione dell'appellante.
  • Il giudice d'appello può dichiarare l'inammissibilità per difetto di specificità solo se mancano rilievi argomentati e correlati alla decisione impugnata; non basta che i motivi siano, nel merito, infondati o non convincenti.
  • Ai fini della specificità estrinseca, l'impugnazione deve confrontarsi con la motivazione della sentenza e indicare quali passaggi siano erronei o illogici; la mera reiterazione di questioni già decise non soddisfa l'onere imposto dall'art. 581 c.p.p.
  • rami

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

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