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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30450/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Nel procedimento penale a carico di Rima Umberto per il reato di cui all'art. 640-ter c.p., la difesa ha eccepito l'incompetenza territoriale del Tribunale di Napoli indicando il Tribunale di Torre Annunziata come competente e ha chiesto la rimessione degli atti alla Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p. Il Tribunale di Napoli ha disposto la rimessione ma senza motivare la decisione né compiere una preliminare delibazione di non manifesta infondatezza dell'eccezione difensiva, limitandosi a richiamare la richiesta del difensore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la rimessione pregiudiziale ritenendola meramente esplorativa: il Tribunale remittente non ha fornito alcuna illustrazione delle ragioni difensive né una sintetica ricostruzione dei fatti e delle proprie valutazioni tali da configurare la sussistenza di una questione che richieda la pronuncia regolatrice della Corte di legittimità. Per questi motivi la Corte ha disposto la restituzione degli atti al Tribunale di Napoli.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la rimessione pregiudiziale alla Corte di cassazione per decisioni sulla competenza per territorio; secondo la giurisprudenza (richiamata nella sentenza) la rimessione è ammissibile solo se il giudice remittente motiva, compie un'analisi e delibera che la questione non è manifestamente infondata, evitando rimessioni meramente esplorative.

  • art. 640-ter cod. pen.

    Norma sostanziale che indica il reato contestato all'imputato (ricorrenza fattuale), ma non è stata oggetto di valutazione nel merito dalla Corte di cassazione in questa decisione, che si è occupata solo dell'ammissibilità della rimessione.

  • art. 4, comma 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Ha introdotto nell'ordinamento l'art. 24-bis c.p.p.; nella sentenza è richiamato per spiegare il quadro normativo della rimessione pregiudiziale e l'obbligo di motivazione del giudice remittente.

  • art. 23, co. 8 D.L. n. 137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022

    Richiamati come norma procedurale per legittimare il dibattimento con contraddittorio scritto nel procedimento di cui alla trattazione del ricorso; non incidono sul merito dell'ammissibilità della rimessione ma sul rito seguito per il contraddittorio.

Massime di principio

  • La rimessione pregiudiziale alla Corte di Cassazione ex art. 24-bis c.p.p. è ammissibile solo se il giudice remittente motiva la decisione e compie una preliminare delibazione di non manifesta infondatezza della questione sollevata.
  • Non è ammessa la rimessione meramente esplorativa: il giudice non può limitarsi a richiedere il rinvio quando coesistono più soluzioni plausibili senza spiegare le ragioni che rendono necessaria la pronuncia della Corte di legittimità.
  • In presenza di una rimessione dichiarata inammissibile, gli atti devono essere restituiti al giudice remittente, che dovrà riformulare la decisione con adeguata motivazione o decidere sulla competenza secondo gli ordinari strumenti normativi.
  • La difesa che chiede la rimessione dovrebbe esporre compiutamente i fondamenti di fatto e di diritto a supporto dell'eccezione, così da consentire al giudice di svolgere la preliminare valutazione richiesta dalla giurisprudenza.
  • Il pubblico ministero può opporsi alla rimessione sostenendone l'inammissibilità quando il provvedimento remittente è privo di motivazione o si risolve in un rinvio meramente esplorativo.

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