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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32633/2024 del 15/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Contestazione doganale per mancata inclusione nel valore in dogana delle merci importate dell'ammontare dei diritti di licenza (royalties). La dogana sosteneva che le royalties dovessero essere incluse perché il licenziante esercitava un controllo sul produttore/fornitore, facendo delle pattuizioni contrattuali (es. codice di condotta, facoltà di verifica) una condizione della vendita.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. Ha ritenuto infondati entrambi i motivi: (1) la Corte territoriale aveva correttamente accertato, sulla base degli elementi contrattuali e dei fatti, l'esistenza di un controllo effettivo del licenziante sul produttore, idoneo a configurare la condizione di vendita richiesta dalla normativa UE per la daziabilità delle royalties; pertanto le royalties devono essere incluse nel valore doganale; (2) l'esimente delle sanzioni per 'obiettiva incertezza normativa' non era applicabile: la CTR ha motivato adeguatamente l'insussistenza di una incertezza normativa inevitabile e insormontabile, richiedendo invece un'incertezza reale e inerente il contenuto stesso della norma. Condanna della ricorrente alle spese del giudizio di legittimità e riconoscimento del contributo unificato.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione), art. 71

    Le royalties devono essere incluse nel valore doganale se il compratore è tenuto a pagarle, direttamente o indirettamente, come 'condizione della vendita', purché si riferiscano alle merci importate e non siano già incluse nel prezzo pagato o da pagare.

  • Codice Doganale (art. 32, par.1 lett. c) e par.5; art. 70)

    Norme applicate per individuare gli elementi da includere nel valore doganale e i criteri interpretativi; la sentenza censurata invocava erronea applicazione di tali disposizioni ma la Corte ha ritenuto corretta l'interpretazione della CTR.

  • DAC (actes d'application) artt. 143, 157 par.2, 159, 160

    Previsioni di dettaglio sull'individuazione delle persone 'legate' e sul riconoscimento di rapporti che possono integrare il controllo rilevante ai fini dell'inclusione delle royalties nel valore doganale; la CTR ha applicato tali disposizioni per valutare il rapporto licenziante/fornitore.

  • DAC art. 23 (riferimento a art. 143, par.1, lett. e))

    si considera che una persona ne controlli un'altra quando la prima sia in grado di esercitare, di diritto o di fatto, un potere di costrizione o di orientamento sulla seconda

    Definizione estensiva del 'controllo' rilevante: rileva sia il potere di costrizione sia quello di semplice 'orientamento', e rileva tanto il controllo di diritto quanto quello di fatto.

  • Statuto dei diritti del contribuente, art. 10, comma 3

    Invocato in relazione alla richiesta di disapplicazione delle sanzioni per incertezza; la Corte ha ritenuto che l'esimente richieda una incertezza oggettiva, inevitabile e inerente la norma.

  • D.Lgs. n. 472/1997, art. 6, co. 2

    Norma sulle sanzioni tributarie: l'esenzione o la riduzione delle sanzioni può basarsi su una reale e inevitabile incertezza normativa; la CTR ha ritenuto che tale condizione non ricorresse.

  • Corte di Giustizia UE, causa C-76/19 (Curtis/Balkan)

    Precisione giurisprudenziale secondo cui occorre interpretare attentamente i contratti per verificare l'esistenza di un 'controllo sul produttore' che possa far ritenere le royalties condizione della vendita e quindi daziabili.

  • Corte di Giustizia UE, causa C-173/15

    Ha chiarito che è necessario verificare se la persona connessa al venditore eserciti un controllo tale da garantire che l'importazione sia subordinata al pagamento delle royalties; il commento TAXUD è strumento interpretativo utile.

  • Commento TAXUD/800/2002 (Commento n.11, Sezione valore in dogana) - soft law

    Elenca indicatori utili per determinare l'esistenza di controllo (es. scelta del produttore, controllo su metodi di produzione, logistica, limitazioni di vendita, fissazione di prezzi, ecc.), utilizzati dalla CTR come elementi oggettivi per ritenere sussistente il controllo del licenziante.

Massime di principio

  • Le royalties devono essere incluse nel valore doganale se sono una 'condizione della vendita' del compratore: ciò si verifica quando il licenziante può esigere o garantire, di diritto o di fatto, il pagamento subordinando l'importazione al rispetto delle sue condizioni.
  • Il 'controllo sul produttore' va valutato concretamente e può emergere da clausole contrattuali che attribuiscono al licenziante poteri di scelta, di controllo produttivo, logistico, di fissazione di condizioni o di limitazione dei produttori/acquirenti; non è necessario un controllo formale, conta anche l'orientamento di fatto.
  • Gli indicatori elencati nel commento TAXUD e la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE sono strumenti interpretativi importanti per valutare la sussistenza del controllo; le autorità e i giudici devono esaminare il 'tessuto contrattuale' e la prassi operativa.
  • In sede di cassazione non è ammesso un nuovo sindacato di merito sui fatti già accertati dal giudice di merito: se la Corte d'appello ha adeguatamente motivato l'accertamento fattuale, la Cassazione verifica la corretta applicazione del diritto ma non riformula i giudizi di fatto.
  • L'esimente delle sanzioni per 'obiettiva incertezza normativa' richiede una incertezza reale, inevitabile e inerente alla norma stessa (non una semplice incertezza soggettiva o un'errata interpretazione); spetta al giudice motivare l'assenza di tale incertezza.

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