Sentenza del 22/10/2019 n. 26892 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto ricorso per revocazione contro la sentenza della Cassazione n. 21997/2013, sostenendo che la Corte fosse incorsa in un errore di fatto revocatorio ai sensi dell'art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c. Secondo la ricorrente, la Corte avrebbe letto erroneamente alcune convenzioni e provvedimenti dell'Ufficio tecnico di Finanza, dai quali sarebbe derivato il riconoscimento del diritto all'esenzione dall'imposta erariale sul consumo di energia elettrica prevista dall'art. 52, comma 2, lettera o-bis), del D.Lgs. n. 504/1995. La società sosteneva inoltre di aver maturato un legittimo affidamento sull'esenzione e contestava la sanzione di Euro 13.169,96 per l'indebita fruizione del beneficio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha chiarito che l'errore revocatorio deve consistere in una svista percettiva evidente, risultante dal semplice confronto tra la sentenza e gli atti di causa, e non può riguardare l'interpretazione o la valutazione giuridica dei documenti. Nel caso concreto, la precedente sentenza aveva esaminato e valutato le convenzioni e i provvedimenti amministrativi, escludendo che avessero efficacia esonerativa e che potessero fondare un legittimo affidamento. La questione costituiva inoltre un punto controverso già oggetto di decisione. È rimasta quindi ferma la sanzione e il rigetto del ricorso originario della società. La ricorrente è stata condannata al pagamento di Euro 2.300,00 per le spese del giudizio, oltre alle spese prenotate a debito e all'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge.
Norme richiamate
Art. 395, comma 1, n. 4, codice di procedura civile
errore di fatto revocatorio
La revocazione è ammissibile solo quando la decisione sia fondata sulla supposizione dell'esistenza di un fatto la cui verità è incontestabilmente esclusa dagli atti, oppure sull'inesistenza di un fatto positivamente dimostrato, purché il fatto non sia stato oggetto di una valutazione controversa.
Art. 52, comma 2, lettera o-bis), D.Lgs. n. 504/1995 (Testo Unico Accise)
esenzione per l'energia utilizzata in opifici industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh
L'esenzione richiede la rigorosa dimostrazione dei presupposti previsti dalla norma, compresi la natura del soggetto e dell'attività, la destinazione dell'energia e i consumi rilevanti. Non è consentito cumulare indistintamente i consumi di soggetti o aziende diverse.
Art. 10, comma 2, legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)
principio del legittimo affidamento
Il contribuente può invocare la tutela dell'affidamento solo in presenza di comportamenti dell'amministrazione oggettivamente univoci e concretamente idonei a giustificare la condotta adottata. Atti amministrativi o convenzioni non possono legittimare un comportamento manifestamente contrario alla legge.
Art. 13, commi 1-bis e 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso
In caso di declaratoria di inammissibilità, il giudice dà atto della sussistenza dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore contributo unificato.
Massime di principio
- Il ricorso per revocazione per errore di fatto non può essere utilizzato per contestare l'interpretazione giuridica o la valutazione probatoria compiuta dal giudice; deve riguardare una svista percettiva evidente e decisiva.
- Se il giudice ha esaminato e valutato un documento, anche qualora tale valutazione sia ritenuta errata, non ricorre normalmente un errore revocatorio.
- Chi invoca un'esenzione o un'agevolazione fiscale deve provare rigorosamente tutti i presupposti richiesti dalla legge, inclusi la destinazione dell'energia e la quantità effettivamente utilizzata.
- Il superamento di una soglia di consumo deve essere verificato secondo i criteri stabiliti dalla normativa e non può derivare dal cumulo dei consumi di soggetti distinti, salvo una specifica base normativa.
- Il legittimo affidamento non è tutelabile quando il comportamento del contribuente risulta chiaramente contrario alla legge, anche se preceduto da atti o indicazioni amministrative non univoche.
- La contestazione di una sanzione deve essere proposta mediante il rimedio processuale appropriato: la revocazione non sostituisce l'appello o il ricorso per cassazione destinati a censurare errori di diritto o valutazioni di merito.
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