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Sentenza

Sentenza n. 586/2026 - Ancona, Sezione 2

per l'annullamento - del provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato Prot. P-AP/L/Q/2025/100224, emesso dalla Prefettura di Ascoli Piceno – Sportello Unico per l’Immigrazione in data 19/09/2025 e notificato in pari data, con cui è stata disposta la revoca del nulla osta precedentemente rilasciato in favore del lavoratore su istanza del datore di lavoro Sig. Leonardi Samuele (doc. 1); - di ogni altro atto presupposto, connesso, preordinato e/o consequenziale, ancorché non conosciuto;

Giustizia amministrativa202500924

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato precedentemente rilasciato nell'ambito della procedura del decreto flussi 2023

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'azienda agricola ha impugnato il provvedimento con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Ascoli Piceno aveva revocato il nulla osta al lavoro subordinato rilasciato su istanza del datore di lavoro. Nel corso del giudizio, il TAR aveva disposto un riesame con ordinanza n. 8/2026. Il riesame si è concluso positivamente e il nulla osta al lavoro è stato nuovamente rilasciato. Per tale ragione, la parte ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, chiedendo tuttavia la condanna dell'amministrazione alle spese; la difesa erariale si è opposta a tale richiesta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché, a seguito del riesame disposto in corso di causa, il nulla osta al lavoro è stato rilasciato e la parte ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. La richiesta di condanna dell'amministrazione alle spese è stata respinta e le spese sono state compensate, in ragione di giusti motivi individuati anche nella mancata tempestiva comunicazione da parte dell'interessato circa la mancata presentazione dei lavoratori extracomunitari per la sottoscrizione del contratto di lavoro nella procedura del decreto flussi 2023.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, previa audizione delle parti.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso un provvedimento amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione riesamina positivamente la posizione del ricorrente e adotta un nuovo atto satisfattivo, facendo venir meno l'utilità concreta della decisione sull'atto originariamente impugnato.
  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, conseguente all'adozione di un atto amministrativo satisfattivo, giustifica la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando sussistono giusti motivi, anche in considerazione della condotta del privato che non abbia tempestivamente comunicato all'amministrazione la mancata presentazione dei lavoratori extracomunitari per la sottoscrizione del contratto nell'ambito della procedura del decreto flussi.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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