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Ordinanza

Ordinanza n. 94/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento prot. -OMISSIS-del 7 ottobre 2025, notificato il 10 ottobre 2025, a firma del Questore di Milano, con il quale è stata applicata la misura prevista dall'art. 13 bis, D.L. 20 febbraio 2017, n. 14, con. con. mod. nella L. 18 aprile 2017, n. 48.

Giustizia amministrativa202505141

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del Questore di Milano recante divieto di accesso e stazionamento nei pressi di alcuni pubblici esercizi della città di Milano

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento del Questore di Milano con cui gli è stata applicata la misura prevista dall'art. 13-bis, comma 1, del d.l. n. 14/2017, convertito dalla l. n. 48/2017 e modificato dal d.l. n. 130/2020, convertito dalla l. n. 173/2020. La misura è stata adottata in relazione a fatti per i quali il ricorrente è stato deferito all'autorità giudiziaria per fattispecie di reato contemplate dalla norma. Il testo non espone ulteriori specifici motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare per difetto del periculum in mora. Ha ritenuto che le limitazioni alla libertà di circolazione imposte al ricorrente non paressero, allo stato, cagionare un danno grave e irreparabile ai suoi diritti fondamentali. Ha valorizzato il fatto che il provvedimento impugnato consentiva comunque di richiedere alla Questura specifiche autorizzazioni in presenza di sopravvenute esigenze di mobilità, salute o lavoro. La domanda cautelare è stata quindi negata, senza decisione definitiva sul merito dell'impugnazione. Il ricorrente è stato condannato a rifondere al Ministero dell'Interno le spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 13-bis d.l. 20 febbraio 2017, n. 14, conv. in l. 18 aprile 2017, n. 48

    Costituisce la base normativa della misura di divieto di accesso e stazionamento applicata dal Questore in relazione ai fatti per i quali il destinatario è stato deferito all'autorità giudiziaria.

  • art. 11 d.l. n. 130/2020, conv. in l. n. 173/2020

    Indicato nel provvedimento come disposizione modificativa dell'art. 13-bis del d.l. n. 14/2017.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare esaminata dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di una misura amministrativa presuppone la sussistenza di un periculum in mora consistente nel rischio di un danno grave e irreparabile; in assenza di tale requisito, l'istanza deve essere respinta, anche senza una favorevole valutazione degli altri presupposti cautelari.
  • Un divieto di accesso e stazionamento non integra, allo stato, un danno grave e irreparabile ai diritti fondamentali quando il provvedimento consenta al destinatario di ottenere dalla Questura specifiche autorizzazioni per sopravvenute esigenze di mobilità, salute o lavoro.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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