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Sentenza

Sentenza n. 4543/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento - dell'avviso prot. n. 79720 del 29 dicembre 2023, recante la modalità di presentazione dell'istanza di partecipazione alla prova di accesso al corso intensivo di formazione di cui all'articolo 3, comma 1, del D.M. 8 giugno 2013, n. 107 e termini e modalità di versamento del contributo di Segreteria, di cui all'articolo 4, comma 2; - del D.M. 8 giugno 2023 n. 107 (pubblicato sul sito istituzionale del Ministero in data 11 agosto 2023), recante disciplina del corso intensivo di formazione per l'inserimento in coda alla graduatoria di merito del concorso per il reclutamento di Dirigenti Scolastici di cui al D.D.G. n. 1259/2017, introdotto dall'art. 5, commi 11 quinquies e ss. del D.L. 29 dicembre 2022 n. 198, conv. con Legge 24 febbraio 2023 n. 14, nella parte in cui disciplina le modalità di selezione e di accesso al corso in parola; - qualora occorra, del parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, prot. n. 16337 del 16 maggio 2023, reso nella seduta plenaria n. 103/2023; - di qualsiasi atto premesso, connesso e/o consequenziale siccome lesivo dei diritti e degli interessi dei ricorrenti; - in via subordinata, del D.M. 8 giugno 2023 n. 107 (pubblicato sul sito istituzionale del Ministero in data 11 agosto 2023), nella parte in cui disciplina i contenuti nella prova selettiva di accesso; e per la condanna del Ministero intimato, anche ai sensi dell'art. 30 c.p.a., a disporre l'ammissione diretta dei ricorrenti al corso intensivo di formazione di cui all'art. 5, commi 11 quinquies e ss. del D.L. 29 dicembre 2022 n. 198, conv. con Legge 24 febbraio 2023 n. 14.

Giustizia amministrativa202401895

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: avviso sulle modalità di partecipazione alla prova di accesso e decreto ministeriale che disciplina il corso intensivo di formazione e la relativa selezione

Esito

ESTINZIONE

La controversia

I ricorrenti, esclusi dalla precedente procedura concorsuale per il reclutamento di dirigenti scolastici dopo aver conseguito nella prova scritta un punteggio almeno pari a 60 ma inferiore ai 70 punti richiesti dalla lex specialis, hanno impugnato l’avviso e il D.M. n. 107/2023 nella parte in cui subordinavano l’accesso al corso-concorso straordinario al superamento di un ulteriore test. Hanno dedotto: violazione dei principi costituzionali in materia di reclutamento pubblico e degli artt. 3, 51 e 97 Cost., sostenendo che il test costituisse un’irragionevole duplicazione della verifica già svolta; violazione dell’art. 10 del D.M. n. 138/2017, difetto di motivazione, eccesso di potere e manifesta irragionevolezza; violazione degli artt. 3 e 97 Cost., dei principi di ragionevolezza, adeguatezza, proporzionalità e legittimo affidamento, nonché delle disposizioni in materia di reclutamento, sul presupposto che la nuova prova fosse meno rigorosa di quella della precedente selezione e non consentisse di individuare i migliori candidati; infine, questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, commi 11-quinquies e seguenti, del D.L. n. 198/2022, come modificato, in relazione agli artt. 3, 97, 4, 35 e 51 Cost. Hanno chiesto anche l’ammissione diretta al corso intensivo di formazione.

La decisione

Il TAR ha preso atto delle dichiarazioni di rinuncia al ricorso presentate da tutti i ricorrenti, notificate al Ministero e depositate in giudizio. Ritenuta rituale la rinuncia, ha dichiarato estinto il giudizio ai sensi degli artt. 84 e 35, comma 2, lett. c), c.p.a., senza esaminare i motivi di merito né la questione di legittimità costituzionale. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell’esito e del comportamento processuale delle parti.

Norme richiamate

  • art. 84 c.p.a.

    Disciplina la rinuncia al ricorso; nel caso concreto la rinuncia rituale di tutti i ricorrenti ha determinato l’estinzione del giudizio.

  • art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la dichiarazione di estinzione del giudizio conseguente alla rinuncia al ricorso.

  • art. 5, commi 11-quinquies e seguenti, D.L. 29 dicembre 2022 n. 198, convertito dalla l. 24 febbraio 2023 n. 14

    Disposizione sostanziale posta dai ricorrenti a fondamento della procedura straordinaria di reclutamento e della contestazione delle modalità di accesso al corso intensivo; non esaminata nel merito.

  • D.M. 8 giugno 2023 n. 107

    Disciplina il corso intensivo di formazione e la selezione per l’accesso; impugnato dai ricorrenti, ma non scrutinato per l’estinzione del giudizio.

Massime di principio

  • La rinuncia rituale al ricorso, quando proviene da tutti i ricorrenti ed è notificata alle parti costituite e depositata in giudizio, consente al giudice amministrativo di dichiarare l’estinzione del processo senza esaminare le censure di merito.
  • La dichiarazione di estinzione per rinuncia definisce il giudizio senza una pronuncia sulla legittimità degli atti impugnati e senza decisione sulla questione di legittimità costituzionale eventualmente prospettata.
  • In presenza di una rinuncia rituale e dell’esito complessivo del giudizio, il giudice può compensare integralmente le spese di lite ove ravvisi giusti motivi connessi anche al comportamento processuale delle parti.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàConcorsi pubbliciScuola
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsiIstruzione e università

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