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Cassazione Civile, Ordinanza n. 41251/2021 del 22/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Un dipendente di un ente locale aveva agito per ottenere il pagamento di ore di lavoro straordinario asseritamente prestate nel periodo 2006-2010. Il Tribunale aveva accolto la domanda, ma la Corte d'appello aveva riformato la decisione respingendola, ritenendo non provata la necessaria preventiva autorizzazione allo straordinario: i fogli di viaggio prodotti attestavano soltanto la consegna e la restituzione dell'autovettura in determinati orari, senza indicare percorsi, destinazioni o un'autorizzazione allo straordinario, nemmeno implicita. Con il ricorso per cassazione il lavoratore ha dedotto: violazione dell'art. 2108 c.c. e delle clausole del CCNL del comparto Regioni-Autonomie locali sullo straordinario, sostenendo che i fogli di viaggio costituivano ordini di servizio e quindi autorizzazione preventiva; omesso esame di fatti decisivi e motivazione apparente, per non avere la Corte territoriale considerato la lettura delle prove e della sentenza di primo grado; violazione dell'art. 115 c.p.c. per non aver ritenuto non contestati i fatti posti a fondamento della domanda e per avere trascurato documenti e prova testimoniale; violazione dell'art. 2126 c.c. e del CCNL, ribadendo che la mancata preventiva imputazione della spesa non esclude il diritto alla retribuzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché, secondo la disciplina collettiva applicabile e l'orientamento consolidato, il compenso per lavoro straordinario nel pubblico impiego contrattualizzato presuppone una espressa preventiva autorizzazione del dirigente, che a sua volta implica la verifica delle esigenze di servizio, dell'interesse pubblico e della compatibilità finanziaria. Ha escluso che i fogli di viaggio potessero valere come autorizzazione implicita, trattandosi in sostanza di una contestazione della valutazione di merito delle prove. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo nella parte in cui mirava a sollecitare un nuovo esame del materiale probatorio e ha escluso la sussistenza di una motivazione apparente ai sensi dell'art. 132 c.p.c. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché la violazione dell'art. 115 c.p.c. non può essere usata per censurare la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito. Ha ritenuto infondata la censura sull'art. 2126 c.c., osservando che la disciplina del trattamento economico dei dipendenti pubblici è rimessa alla contrattazione collettiva e che, in difetto dei requisiti contrattuali per il compenso, il diritto non sorge. Il ricorrente è stato condannato alle spese e, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002, è stato dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2108 c.c.

    Il diritto al compenso per lavoro straordinario deve essere letto in coordinamento con la disciplina collettiva e, nel pubblico impiego contrattualizzato, richiede la previa autorizzazione dell'ente.

  • art. 38 CCNL 14 settembre 2000 comparto Regioni ed Autonomie locali

    Le prestazioni di lavoro straordinario sono rivolte a fronteggiare situazioni di lavoro eccezionali ... La prestazione di lavoro straordinario è espressamente autorizzata dal dirigente ... rimanendo esclusa ogni forma generalizzata di autorizzazione.

    Lo straordinario non può essere usato come ordinario fattore di copertura dell'orario; occorre autorizzazione espressa del dirigente, caso per caso.

  • art. 14 CCNL 1 aprile 1999 comparto Regioni ed Autonomie locali

    La copertura degli oneri economici dello straordinario è prevista dalla contrattazione collettiva e si collega alla disciplina autorizzatoria.

  • art. 115 c.p.c.

    Non può essere invocato per contestare la valutazione del materiale istruttorio svolta dal giudice di merito.

  • art. 132, comma 2, n. 4 c.p.c.

    La motivazione è censurabile solo quando manchi del tutto, sia apparente, perplessa o irriducibilmente contraddittoria; non basta dissentire dalla valutazione delle prove.

  • art. 360 c.p.c.

    La violazione di legge riguarda l'erronea ricognizione della norma astratta, mentre l'erronea ricostruzione dei fatti appartiene al vizio motivazionale, nei limiti oggi ristretti dell'art. 360 n. 5.

  • art. 2126 c.c.

    Non consente di far sorgere il diritto al compenso in assenza delle condizioni poste dalla disciplina collettiva per il lavoro straordinario nel pubblico impiego.

  • artt. 2, 40 e seguenti, 45 d.lgs. 165/2001

    La P.A. deve perseguire efficienza, efficacia ed economicità; il trattamento economico dei dipendenti pubblici è affidato alla contrattazione collettiva e la spesa per straordinario richiede compatibilità con il bilancio.

  • art. 97 Cost.

    L'autorizzazione allo straordinario risponde ai principi di buon andamento, efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato, il diritto al compenso per lavoro straordinario presuppone la preventiva autorizzazione espressa dell'amministrazione; non è sufficiente una mera prestazione di fatto o una ricostruzione implicita dell'autorizzazione dai documenti di servizio.
  • La disciplina collettiva sullo straordinario è funzionale non solo al controllo dell'orario, ma anche alla verifica preventiva dell'interesse pubblico e della compatibilità finanziaria della spesa.
  • La censura per violazione di legge non può essere utilizzata per rimettere in discussione l'accertamento del fatto compiuto dal giudice di merito o l'apprezzamento delle prove.
  • Il vizio di motivazione deducibile in cassazione è confinato alle anomalie estreme della motivazione, non alla semplice insufficienza o non condivisione della ricostruzione probatoria.
  • La violazione dell'art. 115 c.p.c. non sussiste quando la parte contesti soltanto il modo in cui il giudice ha valutato documenti e testimonianze.
  • In assenza delle condizioni previste dalla contrattazione collettiva, il richiamo all'art. 2126 c.c. non è sufficiente a fondare il diritto alla retribuzione per prestazioni straordinarie nel lavoro pubblico.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFR
RamiLavoro
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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