Sentenza del 14/10/2015 n. 62 - Comm. Trib. Prov. Aosta
OGGETTO: IRPEF 1. Negozio di compravendita - Valore definitivo attribuito al cespite a seguito di contestazione mossa dal venditore - Rilevanza nella diversa e autonoma controversia avviata dall'acquirente - Non sussiste. 2. Sanzioni - Riconducibilità della violazione ascritta a condotta cosciente e volontaria - Necessità e sufficienza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava la determinazione del valore del cespite e l'irrogazione delle sanzioni, sostenendo che il valore definitivo attribuito al bene in una controversia separata promossa dal venditore avrebbe dovuto incidere anche sul proprio giudizio. Contestava inoltre la debenza delle sanzioni.
La decisione
La controversia promossa dall'acquirente è stata decisa autonomamente: il valore definitivo accertato nella diversa controversia del venditore è stato ritenuto res inter alios acta, privo di efficacia vincolante e non idoneo a imporre un litisconsorzio necessario. Le sanzioni sono state mantenute, poiché la violazione risultava riconducibile a una condotta cosciente e volontaria; tale requisito è stato ritenuto sufficiente, considerata la chiarezza della norma che stabiliva il periodo minimo di disponibilità del cespite necessario per fruire del beneficio.
Norme richiamate
Art. 1, comma 496, legge 23 dicembre 2005, n. 266
Richiamato nel contesto della disciplina fiscale applicabile alla cessione del cespite e alla determinazione della relativa imposizione.
Art. 41-bis del D.P.R. n. 600/1973
Richiamato quale base normativa dell'accertamento parziale in materia di imposte sui redditi.
Art. 60, comma 1, lettere e) ed e-bis), del D.P.R. n. 600/1973
Richiamato in relazione alle modalità di notificazione degli atti tributari.
Art. 24 della legge n. 4/1929
Richiamato nell'ambito della disciplina delle sanzioni tributarie.
Art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000
Richiamato con riferimento alle garanzie del contribuente e al procedimento di accertamento.
Art. 17 del D.Lgs. n. 472/1997
Disciplina l'irrogazione delle sanzioni amministrative tributarie.
Massime di principio
- L'esito di una controversia fiscale riguardante una parte diversa non vincola automaticamente il giudizio promosso da un altro soggetto, soprattutto quando le posizioni giuridiche e gli atti impugnati sono autonomi.
- Un accertamento o una determinazione di valore formatasi in un rapporto tra venditore e Amministrazione finanziaria può essere considerata res inter alios acta rispetto all'acquirente, salvo specifiche ragioni di efficacia riflessa o un necessario litisconsorzio previsti dalla legge.
- Per applicare una sanzione tributaria è normalmente sufficiente che la violazione sia stata commessa con coscienza e volontà; non è sempre necessario dimostrare un intento fraudolento o una particolare finalità elusiva.
- Quando la norma stabilisce in modo chiaro un termine o una condizione per beneficiare di un'agevolazione, il mancato rispetto consapevole di tale requisito può giustificare sia il recupero dell'imposta sia l'irrogazione delle sanzioni.
- La chiarezza della disposizione violata riduce la possibilità di escludere la responsabilità invocando l'incertezza normativa.
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