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Sentenza

Sentenza n. 988/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce (Sezione Seconda), n. 1231 del 2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202507729

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto dell'intervenuta revoca della procedura di affidamento e del conseguente venir meno dell'utilità concreta perseguita con l'impugnazione. Non ha esaminato i motivi di merito relativi all'aggiudicazione e all'esclusione. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi, in considerazione delle peculiarità della fattispecie.

Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Puglia, sezione staccata di Lecce, che aveva respinto il ricorso contro l'aggiudicazione del servizio e l'esclusione dalla gara

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante e aggiudicataria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appello era diretto contro la sentenza che aveva respinto l'impugnazione della determinazione comunale di aggiudicazione definitiva del servizio biennale di pulizia e sanificazione delle aree esterne dei plessi scolastici del quartiere Tamburi, nonché del verbale di gara con cui l'impresa appellante era stata esclusa e degli ulteriori atti della procedura. Nel corso del giudizio, il Comune ha avviato il procedimento di revoca dell'affidamento, dopo il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale relativa allo stabilimento siderurgico senza la riconferma dell'obbligo del gestore di rimborsare al Comune le spese per la pulizia delle aree interessate. L'appellante ha quindi dichiarato il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla definizione dell'appello.

Norme richiamate

  • art. 120 c.p.a.

    La controversia rientra nel rito speciale applicabile alle procedure di affidamento di contratti pubblici; la disposizione è richiamata nell'intestazione processuale, senza un'ulteriore interpretazione decisiva nel merito.

  • art. 7 l. 241/1990

    È richiamato quale fondamento dell'avvio del procedimento di revoca dell'affidamento da parte del Comune.

Massime di principio

  • La revoca della procedura di affidamento intervenuta nel corso del giudizio può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'impugnazione dell'aggiudicazione e dell'esclusione, quando elimina l'utilità concreta perseguita dal ricorrente.
  • In presenza di sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dall'appellante e conseguente alla revoca della procedura di gara, il giudice amministrativo dichiara l'appello improcedibile senza esaminare i motivi di merito relativi agli atti di gara.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la peculiarità della fattispecie, inclusa la sopravvenuta revoca della procedura, costituisce giusto motivo.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoria

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