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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03572/2026 del 28/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto eseguito in esecuzione di mandato di arresto europeo per plurime condotte ascritte al delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il ricorrente deduceva tre motivi (articolabili unitariamente) denunciando violazioni degli artt. 6, 17 e 18-bis della legge n. 69/2005, degli artt. 24 e 111 Cost. e dell'art. 6 CEDU, per mancata indicazione nel mandato dell'elemento descrittivo del fatto e delle norme incriminatrici, con la conseguente impossibilità di verificare il tipo di reato contestato, la corrispondente previsione nel diritto ungherese, la sussistenza della doppia incriminabilità, possibili profili di ne bis in idem, la presenza di condizioni ostative alla consegna e l'effettivo rispetto delle prerogative difensive.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il mandato di arresto trasmesso contiene una puntuale individuazione dei fatti e delle disposizioni incriminatrici dello Stato richiedente (cfr. punto e), pagg. 3-5), per cui le censure relative a presunta incompletezza sono inconferenti. La Corte ha altresì sottolineato la natura essenzialmente formale del controllo effettuabile in sede di convalida della misura precautelare, riservando ad una fase successiva le verifiche di merito relative alle condizioni per la consegna (doppia incriminabilità, ne bis in idem, cause di rifiuto). Conseguentemente, ricorso inammissibile; condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende; trasmissione alla Cancelleria per gli adempimenti previsti dall'art. 22, comma 5, legge n. 69/2005.

Norme richiamate

  • legge n. 69 del 2005, art. 6

    Norma sul mandato di arresto europeo e sulle esigenze informative; la Corte ha ritenuto che il mandato contenesse gli elementi richiesti dall'articolo, sufficiente per la convalida formale.

  • legge n. 69 del 2005, art. 17

    Disciplina procedurale collegata all'esecuzione e alla convalida; richiamata tra le norme la cui presunta violazione era dedotta dal ricorrente, ma la Corte ha ritenuto i rilievi infondati.

  • legge n. 69 del 2005, art. 18-bis

    Riferimento normativo connesso alle procedure europee di consegna; la Corte ha giudicato che il mandato soddisfaceva le prescrizioni formali contemplate.

  • legge n. 69 del 2005, art. 22 comma 5

    Previsione sugli adempimenti della Cancelleria dopo la decisione; la Corte ha disposto l'inoltro degli atti alla Cancelleria per gli adempimenti di cui a questa disposizione.

  • Costituzione, art. 24

    Diritto alla difesa invocato dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che, alla luce della completezza formale del mandato, non risultassero lesi i diritti difensivi nella fase di convalida.

  • Costituzione, art. 111

    Richiamato in relazione al giusto processo e ai mezzi di impugnazione; la Corte ha comunque dichiarato inammissibile il ricorso anche esaminando la questione sotto il profilo dell'art. 111.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6

    Invocato per profili di garanzia processuale; la Corte ha ritenuto che l'articolazione formale del mandato fosse sufficiente a escludere una violazione rilevante in sede di convalida.

  • codice di procedura penale, art. 606 comma 1

    Norma richiamata in relazione alle pronunce conseguenti alla dichiarazione di inammissibilità; la Corte ha disposto le pronunce previste da tale articolo.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto eseguito in esecuzione di mandato di arresto europeo il controllo del giudice italiano è principalmente formale: si verifica la presenza degli elementi essenziali nel mandato (descrizione dei fatti, indicazione delle norme incriminatrici), mentre le valutazioni più sostanziali (doppia incriminabilità, ne bis in idem, eventuali cause di rifiuto della consegna) sono riservate a fasi successive.
  • Se il mandato di arresto europeo contiene una puntuale individuazione dei fatti e delle disposizioni penali contestate, le censure sulla presunta carenza di specificità sono spesso ritenute inconferenti e il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile.
  • Per contestare utilmente la consegna è necessario evidenziare omissioni o vizi formali concreti e specifici nel mandato (ad es. totale assenza di descrizione del fatto o mancata indicazione della norma contestata), fornendo, ove possibile, prove e traduzioni a supporto; mere deduzioni generiche rischiano l'inammissibilità.
  • Le questioni di doppia incriminabilità, di eventuale ne bis in idem o l'esistenza di cause di rifiuto della consegna devono essere trattate e documentate nei successivi gradi o nella fase specifica di estradizione/consegna, non nella fase di convalida urgente.
  • La difesa deve tempestivamente richiedere e, se necessario, produrre elementi sul diritto penale dello Stato richiedente (testo di legge, traduzione, interpretazione) quando contesta la corrispondenza tra i fatti e la norma estera; l'assenza di tali elementi rende meno probabile il successo della contestazione in sede di convalida.
  • Attenzione al rischio di condanna alle spese e, come nella fattispecie, a sanzioni pecuniarie in caso di ricorsi ritenuti infondati o inammissibili.

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