Cassazione Penale, Sentenza n. 33161/2025 del 07/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per concorso in tentata rapina (fatti del 7 agosto 2013). I motivi dedotti: 1) vizio procedurale per presunto rigetto illegittimo di istanza di rinvio dell'udienza del 4/04/2019 senza aver interpellato il difensore nominato in sostituzione (violazione art. 484 e art. 97 co.4 c.p.p.); 2) omessa concessione del rinvio per concomitante impegno del difensore presso altra autorità (violazione art. 420-ter c.p.p. secondo Sezioni Unite); 3) mancata considerazione dello stato di necessità ex art. 54 c.p. dovuto a pregressi fatti estorsivi subiti dall'imputato; 4) insufficienza della condotta per integrare concorso punibile (il ricorrente avrebbe volontariamente fornito indicazioni false che avrebbero impedito la rapina); 5) omissione nel riconoscere le attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso ritenendo i motivi infondati o reiterativi. Sul primo punto ha ritenuto legittima la nomina di difensore sostitutivo e corretta la decisione del tribunale di pronunciarsi sull'istanza di rinvio senza ulteriore interlocuzione, poiché le ragioni del rinvio erano già contenute nell'istanza. Sul secondo punto ha richiamato i criteri della giurisprudenza di legittimità (Sez. U.) che impongono dettagliate specificazioni per riconoscere l'impedimento del difensore; l'istanza non forniva tali elementi e l'assenza non ha arrecato concreto pregiudizio. Sullo stato di necessità ha ritenuto che il compendio probatorio (in particolare intercettazioni) escludeva che il timore derivante dalle estorsioni abbia legittimato le condotte contestate. Quanto al travisamento della prova e alla tesi della falsa indicazione dell'orario, la Corte ha confermato che, per l'avanzato stato di esecuzione e la specificità delle informazioni fornite, era configurabile il tentativo punibile e che la mancata consumazione derivò da circostanze impreviste non imputabili all'imputato. Il diniego delle attenuanti generiche è stato giudicato congruamente motivato in relazione alla personalità negativa dell'imputato. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
Richiamato come criterio di impugnazione: la Corte ha valutato le censure di motivazione e travisamento della prova in base alle lettere evocate (b, c, e), ritenendole infondate o meramente ripropositive di fatti già valutati.
art. 484 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla procedura di esame delle istanze di rinvio: la Corte ha ritenuto che il tribunale abbia osservato le norme procedurali, nominando un difensore sostitutivo e decidendo sull'istanza formalmente depositata.
art. 97 comma 4 cod. proc. pen.
Applicato per giustificare la nomina di difensore in sostituzione all'udienza quando il difensore di fiducia non era presente; la nomina è stata ritenuta corretta e sufficiente senza ulteriore interlocuzione.
art. 420-ter cod. proc. pen.
Richiamato insieme alla giurisprudenza delle Sezioni Unite: per qualificare come legittimo impedimento l'impegno professionale in altro procedimento è necessario che il difensore specifichi tempestivamente e dettagliatamente le ragioni dell'impedimento e l'impossibilità di un sostituto; tale onere non è stato assolto nell'istanza.
art. 102 cod. proc. pen.
Rilevante nella valutazione circa l'eventuale possibilità di nominare un sostituto: l'istanza non ha dimostrato l'impossibilità di ricorrere a sostituto né nell'altro procedimento né in quello davanti al tribunale di Bari.
art. 54 cod. pen.
Invocato dal ricorrente per lo stato di necessità; la Corte ha ritenuto che dalle prove non emergesse che il comportamento fosse giustificato da un pericolo attuale e inevitabile idoneo ad integrare lo stato di necessità.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per la condanna alle spese processuali in favore della parte resistente in caso di declaratoria di infondatezza del ricorso.
Massime di principio
- La richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore per contemporaneo impegno deve essere tempestiva e dettagliata: occorre indicare le ragioni specifiche dell'assoluta necessità, la mancanza di altro codifensore e l'impossibilità di nominare un sostituto; in mancanza la richiesta può essere respinta.
- La nomina di un difensore sostitutivo ex art. 97 c.p.p. all'udienza, se regolarmente effettuata, esonera il giudice dall'obbligo di ulteriori interlocuzioni prima di decidere sull'istanza di rinvio quando le ragioni sono già contenute nella documentazione depositata.
- La qualificazione dello stato di necessità ex art. 54 c.p. richiede prove efficaci che sussistesse un pericolo attuale, inevitabile e proporzionato; timori derivanti da condotte pregresse non sono automaticamente idonei a escludere la responsabilità penale.
- In presenza di doppia conferma (condanna in primo e secondo grado) il sindacato di Cassazione sul travisamento della prova è limitato: occorre dimostrare una macroscopica incongruenza tra motivazione e compendio probatorio o l'uso di elementi probatori non valutati dal primo giudice.
- Per la configurabilità del tentativo non è indispensabile che tutti gli atti siano pienamente esecutivi; rilevano anche atti preparatori che dimostrino un piano criminoso ormai completato, l'inizio dell'attuazione e la significativa probabilità di riuscita, salvo eventi imprevedibili che ne impediscano il compimento.
- Il riconoscimento delle attenuanti generiche è esercizio di valutazione equitativa e può essere escluso in presenza di elementi ostativi relativi alla personalità e al comportamento dell'imputato; tale valutazione è sindacabile solo se manifesta illogicità o contraddittorietà.
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