Sentenza n. 732/2026 - Roma, Sezione 5Q
per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 29/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio); NONCHE' PER L'ACCERTAMENTO dell'obbligo delle Amministrazioni intimate di provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze; E PER LA CONDANNA delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio
Esito
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio delle amministrazioni intimate sull'istanza del 29 ottobre 2025, avente a oggetto la richiesta di un appuntamento per presentare una domanda di visto d'ingresso per studio universitario ai sensi dell'art. 9 del codice dei visti. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo delle amministrazioni di provvedere secondo le rispettive competenze, la condanna a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a.
La decisione
Nel corso del giudizio l'amministrazione ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato l'appuntamento per la presentazione della domanda di visto, determinando l'attivazione del procedimento richiesto. La ricorrente ha aderito alla richiesta di definire il giudizio per cessata materia del contendere, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese. Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'intervenuta attivazione del procedimento integrasse il soddisfacimento della pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese sono state compensate in ragione del comportamento operoso dell'amministrazione; è stata tuttavia posta a carico dell'amministrazione la restituzione alla ricorrente del contributo unificato, se effettivamente versato.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina il rito avverso il silenzio dell'amministrazione e consente l'accertamento dell'obbligo di provvedere; nel caso concreto, l'attivazione del procedimento durante il giudizio ha fatto venir meno l'interesse alla prosecuzione della domanda.
art. 34, comma 5, c.p.a.
La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata giustifica la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
art. 9 del Regolamento (CE) n. 810/2009
Riguarda la presentazione della domanda di visto e costituisce il riferimento normativo dell'istanza per la quale era stato richiesto l'appuntamento.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, l'attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente durante il processo soddisfa la pretesa azionata e comporta la cessazione della materia del contendere, quando entrambe le parti riconoscano tale sopravvenienza.
- La fissazione dell'appuntamento necessario per presentare una domanda di visto integra l'attivazione del relativo procedimento e rende superflua la prosecuzione del giudizio sul silenzio formatosi prima di tale adempimento.
- Quando la cessazione della materia del contendere dipende dall'attività operosa dell'amministrazione resistente, le spese di lite possono essere compensate, ferma restando la rifusione del contributo unificato effettivamente versato dal ricorrente.
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